Car design – Alle origini del sogno

//Car design – Alle origini del sogno

Car Design

Alle origini del sogno

Certe supercar conservano il loro charme attraverso i decenni, altre sembrano arrivare dal futuro, ma tutte fanno sognare. Merito dei maghi del car design, che oggi però devono affrontare norme di legge ferree e sfide tecnologiche.

di Silvio jr. Suppa

Qualcuno disse una volta che se si chiede a un bambino di disegnare una vettura, di sicuro lui sceglierebbe di farla rossa. Il colore delle emozioni intense, del sangue, del pericolo che allerta i sensi, ma anche dell’appagamento. Quel qualcuno si chiamava Enzo Ferrari e conosceva molto bene l’effetto di una pennellata scarlatta lanciata a velocità da urlo sul nastro nero dell’asfalto. Tanto che lo scorso autunno, a settant’anni dalla prima 125 S del 1947, a dominare la tavolozza delle celebrazioni erano ancora i toni del vermiglio. Altrove, per esempio in Germania, si preferisce da sempre l’argento: le Mercedes da corsa furono soprannominate Silver Arrows fin dagli Anni 30, mentre nel 1948 nasceva nella sfumatura del metallo la prima Porsche, la 356. In Francia il bronzo e l’oro, oltre a vestire la raffinatezza di numerose berline, hanno incapsulato perfino il motore Maserati della Citroën SM. E in Inghilterra, accanto allo storico verde scuro di alcune sportive (come la Jaguar Type C del 1953), i modelli più veloci si sono concessi la luminosità di stravaganti tinte pastello, fra cui l’azzurrino e il panna.
La questione del colore, naturalmente, rappresenta solo una delle molteplici dimensioni dello stile, la più personale, nelle auto di altissima gamma e nelle supercar. Le altre sono decisamente più legate alla tecnica e agli obiettivi prestazionali. Ma anche alla determinazione e allo spessore personale degli uomini che le disegnano, talvolta in delicato equilibrio fra intransigenza del mercato e un’ispirazione profonda e articolata, a volte geniale.
Dietro le linee del Cavallino brucia una fiamma di natura quasi artistica, plasmata dalle esigenze tecnologiche. Quando si raggiungono le vette di prestanza, anche nella meno spinta delle supercar la tecnica si impone sempre sull’estetica. Basti pensare all’aerodinamica, oggi strutturata attraverso un complesso di flussi d’aria che non solo lambiscono le superfici, come un tempo, ma passano attraverso l’auto nel triplice intento di minimizzare la resistenza all’avanzamento, massimizzare l’aderenza e assicurare il raffreddamento di meccaniche sempre più elaborate. Come sull’ultima Ferrari 488 Pista.

”More”

2018-04-17T10:48:14+00:00aprile 17th, 2018|

About the Author: