Zurigo

Zurigo

La città più ricca del mondo

Sede privilegiata dei sistemi bancario e assicurativo del Paese, la capitale svizzera ospita anche centinaia di Pmi e start-up tecnologiche. Questa città, dove il lavoro è una virtù cardinale, offre ai suoi cittadini stipendi alti e una superba cornice di vita. Un modello economico e sociale esemplare? Inchiesta di The Good Life

di  Thomas Jean e Patrice Piquard
 foto di Young-Ah Kim

Un ciclo di mostre, spettacoli teatrali, conferenze, un’opera, performance, feste popolari e anche un cartone animato, un videogioco e un’applicazione dedicata: nel 2019, Zurigo celebra in pompa magna il 500° anniversario della Riforma, che prese il via quando Huldrych Zwingli, nominato nel 1519 pastore della cattedrale di Grossmünster, diffuse una diversa lettura della Bibbia. Al di là delle regole religiose (soppressione del digiuno, della venerazione delle reliquie, del celibato, del commercio di indulgenze e dell’eucarestia), Ulrich Zwingli impose una nuova etica del lavoro, fatta di zelo, disciplina e moderazione. Affermò anche che “Il lavoro è qualcosa di buono, qualcosa di divino”, mentre fino a quel momento esso aveva avuto molto meno valore del servire Dio. Questo predicatore contemporaneo di Lutero, artefice della conversione al protestantesimo della Svizzera tedesca, fece chiudere le birrerie alle 21, insistette sull’importanza dell’educazione e proclamò che gli aiuti destinati ai poveri dovevano essere di competenza dello Stato e non della Chiesa. Il suo vangelo del lavoro e della vita sociale, messo a profitto dagli artigiani e dai commercianti, poi dagli industriali, «gettò le basi di una Svizzera prospera come noi la conosciamo oggi», ricorda l’Ufficio del turismo di Zurigo in una presentazione delle celebrazioni. Nei primi del ʼ900, il sociologo tedesco Max Weber avrebbe teorizzato questo apporto ne L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, osservando che dopo la Riforma «il lavoro costituisce il fine stesso della vita […] poiché l’ozio è il più grande dei vizi».

Lo stipendio medio più alto al mondo
Come città più ricca del pianeta, Zurigo non è lontana dall’assomigliare alla città ideale sognata da Ulrich Zwingli mezzo millennio fa. La santità del lavoro resta un punto cardine: la durata settimanale fissata nei contratti d’assunzione è di 41 o 42 ore, mentre il massimo è di 45 o 50 ore, secondo le professioni. Ma i manager sono spesso impegnati 60 ore e anche di più. Dominik Bürgy, presidente di Expertsuisse (associazione di esperti in audit), partner presso Ernst & Young, a Zurigo, esorta a far saltare il vincolo delle 45 ore. Ha dichiarato al giornale svizzero Tages-Anzeiger: «Ci si realizza nel lavoro. Non si può sostenere che lavorare 70 ore a settimana sia un male per la salute», senza suscitare la minima polemica. La puntualità, i buoni rapporti e la pace sociale sono parte di questa operosità collettiva. Nessuna emotività. Una guida per manager stranieri avvisa che le riunioni di lavoro sono “Impersonali, organizzate, efficaci e pragmatiche”. Poco importa che il receptionist di un albergo chic esibisca tatuaggi, una cresta e anelli nei lobi delle orecchie, se lavora seriamente. Da parte sua, Corine Mauch, socialista, omosessuale e bassista in un gruppo rock nel tempo libero, è già stata rieletta due volte sindaco di Zurigo, perché ha moltiplicato infrastrutture e case popolari. Conta solo l’efficienza. Questo primato della vita professionale ha generato risultati fantastici nel tempo. Lo stipendio medio nella regione di Zurigo, che raggiunge i 6 869 franchi svizzeri (ossia 6 044 euro, contro i 1 580 in Italia) è il più alto al mondo, secondo Business Insider. Malgrado prezzi al consumo e affitti superiori del 60% rispetto alla media dell’Unione Europea, gli zurighesi godono di un tenore di vita fuori dal comune. Lo testimonia lo schieramento di negozi di lusso su Bahnhofstrasse, l’arteria principale. Da Dior a Saint Laurent passando per Van Cleef & Arpels e Harry Winston, nessun brand manca all’appello. Nelle strade di questa città di taglia media (400 000 abitanti e 1,5 milione nel cantone) si vedono passare più Porsche, Ferrari, Aston Martin e Bentley che a Milano. Quanto alla disoccupazione, arriva al 4,3%, secondo le statistiche dell’Ufficio internazionale del lavoro. Aggiungiamo che i fiumi Limmat e Sihl, il lago, la natura vicinissima, le linee tranviarie che servono tutti i quartieri, i marciapiedi immacolati come in Giappone, la salvaguardia dell’ambiente (i bidoni pubblici distinguono il vetro trasparente, il vetro scuro e il vetro verde), l’uso generalizzato della bicicletta, sono componenti di una qualità della vita invidiabile. La seconda al mondo, dietro Vienna, secondo la classifica dello studio di consulenza Mercer.

Un tessuto aziendale molto variegato
La forza della capitale economica della Svizzera risiede (visto il livello degli stipendi) nelle sue aziende a forte valore aggiunto. Anche le recenti difficoltà del sistema bancario, pilastro storico della fortuna della città con i suoi 50 000 impiegati, non hanno scalfito la marcia in avanti. La crisi finanziaria, la fine del segreto bancario, i miliardi di dollari di sanzioni imposti dagli Stati in cui il fisco è stato frodato, l’abbassamento dei tassi di interesse e la concorrenza delle piazze finanziare asiatiche hanno forzato Usb e Credit Suisse, i due giganti di Zurigo, a riorientarsi verso la gestione di grandi fortune, a tagliare i costi e a separarsi da migliaia di impiegati. Dozzine di banche più piccole sono state assorbite o sono scomparse. Nel 2017, i profitti delle 253 banche restanti in Svizzera si sono attestati sugli 8,6 miliardi di dollari, appena più che i ricavi della sola Bnp. Commenta Jacqueline Kaiser, specialista del settore finanziario al municipio: «Bisogna relativizzare. Il valore aggiunto delle banche è tornato a crescere. E le Assicurazioni hanno assunto molto personale proveniente da quelle. Inoltre, la regione di Zurigo è il secondo centro mondiale, dopo Singapore, della fintech, con 300 start-up di cui un buon numero specializziate in Blockchain, una tecnica trasparente di stoccaggio e trasmissione di informazioni dal potenziale immenso nella finanza (sulla Blockchain leggi il nostro approfondimento a p. 64, ndr). Infine, Swiss Re è il leader mondiale per il numero di brevetti nell’ambito dell’insurtech». Il Crédit Suisse, Ubs, Zurich Insurance, Swiss Re, primo riassicuratore mondiale, Migros, il re svizzero del commercio al dettaglio, e l’elvetico-svedese Abb (tecnologie delle energie, dell’ingegneristica e dell’automazione), tutte con base a Zurigo, sono membri del club delle 500 prime aziende mondiali. Ma le forze vive dell’economia locale si trovano allo stesso modo sulle centinaia di Pmi e di start-up attive nel settore della sanità, delle biotecnologie, dell’hi-tech, della tecnologia dell’informazione, della meccanica di precisione, delle macchine utensili, dei ricambi per l’industria dell’automobile e delle tecnologie verdi… senza contare l’Helicopter Cluster del cantone Glaris vicinissimo e la “Crypto Valley”, centro mondiale delle valute virtuali, nel cantone Zoug.

Una cttà a misura di azienda
Tutte queste industrie partono alla conquista dei mercati mondiali, vista la ristrettezza dei confini della Svizzera. Ed essa dispone di formidabili vantaggi. Innanzitutto, il multilinguismo dei suoi collaboratori svizzeri e stranieri. Tra gli abitanti del cantone, 400 000 sono venuti da altri Paesi, e i contingenti tedeschi e italiani sono i più numerosi. Poi, le altissime competenze degli impiegati: la Scuola politecnica federale di Zurigo (giudicata la migliore università dell’Europa continentale), l’università di Zurigo e l’Eawag (scienze e tecnologie dell’acqua) riversano ogni anno migliaia di ingegneri e di manager sul mercato locale dell’impiego. Infine e soprattutto, la collaborazione tra i centri di ricerca delle università e dell’EMPA (un laboratorio specializzato nelle scienze dei materiali) con l’industria e le start-up tecnologiche. Queste ultime beneficiano, inoltre, del sostegno di una decina di acceleratori. Tra di loro, Venture Lab, ha contribuito a creare 6 000 posti di lavoro in dieci anni. «Ogni anno, affianchiamo 50 start-up nella presentazione dei loro progetti e nella ricerca finanziamenti a Boston, nella Silicon Valley, a New York e a Shangai. E funziona: le raccolte fondi superiori a 20 milioni di euro si moltiplicano e i capitali di rischio internazionali hanno ormai la Svizzera nella loro visuale», spiega Stefan Steiner, codirettore di Venture Lab. È questa rete fitta, che fa di Zurigo un centro di ricerca di prima grandezza, a fare salire, anche nel 2018, la città al primo posto mondiale nell’attirare e aggiudicarsi i talenti (Global Talent Competitiviness Index dell’Insead). «La creatività nei settori delle scienze della vita e delle tecnologie della comunicazione genera persino tensioni sul mercato del lavoro: mancano ingegneri di altissimo livello, mentre gli impiegati senza formazione nel commercio e gli impiegati d’ufficio a volte hanno difficoltà a trovare un impiego», fa notare Aniela Wirz, economista presso il cantone di Zurigo. Ma questa dinamica soddisfa la Greater Zurich Area, l’organismo incaricato di attirare le imprese straniere. Il suo più grande successo? Il primo centro di ricerca di Google al di fuori degli Stati Uniti (un secondo è stato inaugurato a fine 2018 a Parigi), specializzato in intelligenza artificiale, che impiega 2 500 “Zooglers” (collaboratori di Zurigo) e prevede di duplicare i suoi effettivi.

Un boom anche per il turismo
Infine, il turismo fornisce un contributo non trascurabile e, permette ai rari impiegati poco qualificati di trovare un lavoro nel settore alberghiero e nella ristorazione. La regione zurighese è la prima destinazione turistica svizzera, con una predominanza di visitatori business, che rappresentano il 75% dei pernottamenti, secondo Gilles Dind, direttore dell’Ufficio del turismo svizzero per l’Europa dell’Ovest. Per migliorare la propria posizione su questo mercato, il faraonico progetto immobiliare The circle, in costruzione vicino all’aeroporto (180 000 m2, investimento di un miliardo di franchi svizzeri, apertura nel 2020), comprenderà – oltre a uffici, una clinica, negozi e gallerie d’arte – due hotel Hyatt con un centro conferenze annesso. Da vent’anni, le performance dell’economia hanno contribuito a trasformare la geografia locale, facendo crescere Zurigo-Ovest, una ex zona industriale che ha attirato dei tecnoparchi pieni di start-up, laboratori, la Scuola superiore d’arte, la succursale del museo di design, ristoranti, teatri e club alla moda, e anche alberghi e condomini fiammanti. In questo quartiere, presentato nelle guide turistiche come “alternativo, hype e d’avanguardia”, si vorrebbe distinguere la Zurigo conservatrice della finanza e la Zurigo creativa dei nuovi imprenditori. Ma i fun jobs non sono così numerosi nel mondo delle start-up. E in esse si lavora a volte ancora più che negli uffici di Ubs, Credit suisse e compagnia bella.

2019-07-29T15:46:54+00:00luglio 29th, 2019|

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