Toiletpaper

Il calendario fuori dagli schemi

Un anno sotto il segno della provocazione. Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari condiscono di ironia
e colore il 2022. Come? Sotto il segno distintivo di immagini graffianti, in quel mix ibrido
fra arte contemporanea ed estetica pubblicitaria che ha da tempo decretato il successo del duo.

la Redazione

Würstel punk, club sandwich traballanti, succulente bistecche, crostate frantumate da giovani pin-up e crostacei improbabili: l’estetica di Toiletpaper, il magazine di sole immagini creato e prodotto dal 2010 dalla mente visionaria dell’artista Maurizio Cattelan e dal fotografo Pierpaolo Ferrari, non poteva che scegliere il tema food (porn) per il suo calendario 2022. Un progetto nato dall’ossessione di Cattelan – il più che discusso artista autore del dito medio davanti Piazza Affari –, e di Ferrari per le immagini surreali, disturbanti, controverse e coloratissime che da sempre contraddistingue il lavoro del duo. In questa carrellata di 12 mesi a tutto colore, il vulgaris della fotografia commerciale si fonde con tableaux narrativi contorti, mettendo a nudo inquietudini e deformità della società contemporanea. Ma questa non è un’aneddotica nuova per la coppia creativa, anzi, è esattamente il modo in cui Toiletpaper ha plasmato il canone estetico in un suo personalissimo glossario, facendo confluire tra loro mondi paralleli: dalla moda all’arte, dal design alla fotografia, il tutto condito con un pizzico di follia.
Già, condito è forse il termine più appropriato, visto che da gennaio a dicembre 2022 sarete accompagnati da 12 immagini forti, belle o disgustose (dipende dai punti di vista), che di sicuro non passeranno inosservate sia che vengano appese come quadri in casa, sia che diventino il calendario da prendere a freccette in ufficio o nel tugurio di uno studio di hipster creativi. Ovunque verrà esposto una cosa è certa: questa è (l’ennesima) pubblicazione di Toiletpaper che diventa essa stessa opera d’arte, ma a un prezzo democratico – sfidando per la sua accessibilità e per l’ampia distribuzione i limiti dell’economia dell’arte contemporanea. Il fortunato che riuscirà ad accaparrarsene una copia – pare che al solo annuncio dell’uscita il calendario sia andato sold out! – farebbe meglio a custodirla con cura, perché potrebbe valere una cifra a tre o quattro zeri tra qualche anno. Con un’inesauribile inclinazione alla ricerca, sospesa tra ironico e vintage, tra un inchino al rétro e una strizzata d’occhio al cliché, Toiletpaper usa quindi un linguaggio “pittorico” che mescola le tecniche del collage, della fotografia, del cinema e della pittura. Nascono così delle cartoline-manifesto. Ogni mese si entra in un ripiano surreale di questa dispensa food targata Cattelan-Ferrari. Non mancano le provocazioni: dall’edicola-pescheria dove i giornali – e quindi l’informazione mainstream pare di leggere tra le righe – son buoni solo per incartarci il pesce, al businessman che impugna un osso gigante quasi fosse una ventiquattrore, dal microfono in stile “pollo fritto” al modello che si fa sommergere da una cascata di spaghetti, quasi a incarnare la rivisitazione gourmet della Venere degli stracci di Pistoletto, e così via. Tutto è costruito sul filo dell’ironia, attenzione però che a furia di giocare fuori dagli schemi la partita non presenti un risultato scontato: dieci a zero per il magazine che asfalta l’ordinario. Perché Toiletpaper non è certo nuovo a questo stile senza veli, né pregiudizi. Negli anni ha firmato le copertine di molte riviste internazionali – tra cui New York Times, Le Monde, Zeit Magazine, Vanity Fair America –, curato pubblicazioni come 1968: Italian Radical Design e ha anche lavorato con un’icona, altrettanto ironica e sfacciata, come il fotografo britannico Martin Parr. Una scommessa, quella di Cattelan, che si rinnova puntualmente, andando a sfidare le regole dell’arte contemporanea grazie agli scatti di Pierpaolo Ferrari che mettono in scena le sue idee e perversioni, i suoi stati d’animo portando alla luce il tema del conflitto tra immaginario commerciale e disagio sociale. Il calendario diviene fuor di metafora il mezzo espressivo di comunicazione democratica, che vuole arrivare a tutti attraverso un linguaggio semplice, diretto, sintetico e fortemente artistico. Un’istantanea che si pone come lo specchio della società, rivelando un mondo contraddittorio e deformato. Dal mix tra provocazione e business, nasce alla fine un prodotto vincente, ma la domanda finale è: la ricetta degli spaghetti al pomodoro del mese di dicembre sarà quella di San Gennaro che piaceva tanto a Totò? Per la risposta non resta che citofonare a Casa Toiletpaper, a Milano, e farsi dare la ricetta. Buona appetito!