“A” come Airstream

American style

Il caravan in alluminio, come il velivolo dell’impresa di Lindbergh, nato per solcare le highway.

di Bruno Cianci
 foto di Laura Pagdin

Se ci fosse un abbecedario dei miti americani, in corrispondenza della lettera “A” trovereste di sicuro il marchio Airstream, azienda fondata alla fine degli Anni 20 del secolo scorso a Culver City, in California, da Wallace Merle Byam (1896- 1962). Originario dell’Oregon, grande amante della vita all’aria aperta, a quel tempo “Wally” Byam si era già distinto per la costruzione di caravan realizzati per uso personale e per conto di pochi clienti che lo conoscevano personalmente. Leggenda vuole che l’idea originaria sia nata per soddisfare il desiderio della moglie di cucinare e disporre delle comodità più essenziali durante le vacanze e i campeggi cui abitualmente la coppia si dedicava. Nacquero così i primi veicoli di Byam in masonite, una fibra di legno pressata che si prestava bene allo scopo. Il successo arrivò nella seconda metà degli Anni 30, quando al progetto Airstream aderì Hawley Bowlus, un ingegnere coetaneo di Byam, designer e pilota di aerei che aveva contribuito alla costruzione dello Spirit of St. Louis, il velivolo con cui Charles Lindbergh aveva compiuto la prima trasvolata dell’Atlantico nel maggio 1927.

Nel 1936 – due anni dopo il lancio del Road Chief, un caravan prodotto da Bowlus, del quale Byam era concessionario
– entrò in produzione il Clipper, il primo modello con carrozzeria in alluminio prodotto da Airstream. Questo “trailer”, come negli Stati Uniti sono chiamate le unità abitative rimorchiabili, era dotato d’impianto elettrico e idraulico e costava 1 200 $ (circa 22 000 odierni).
Il successo commerciale fu rallentato dalla guerra e dal razionamento dell’alluminio; dopo il conflitto, però, le cose cambiarono: Airstream avviò una produzione senza precedenti e Byam iniziò a dedicarsi alla commercializzazione dei suoi prodotti che condusse personalmente in ogni angolo del globo. Nel 1947 il primo Airstream visitò anche l’Italia nell’ambito di un lungo viaggio che coinvolse tutta Europa ai tempi della ricostruzione e del rilancio del Continente. Nel 1951 fu la volta dell’America Latina, mentre l’anno dopo, a Jackson Center (Ohio), Airstream iniziò a trasferire una parte della produzione californiana (che sarà poi abbandonata del tutto nel 1979) per fare fronte alle sempre più ingenti richieste. Il resto è storia: nel 1969 un veicolo Airstream modificato ospitò i tre astronauti dell’Apollo 11 al rientro dalla missione lunare, segno che a quel tempo – sebbene Byam e Bowlus fossero già mancati – il marchio godeva di una grande considerazione anche presso la Nasa e le forze armate statunitensi. Oggi i veicoli Airstream sono parte integrante del mito e del sogno americano, tant’è che si sprecano gli esempi di quanto questi mezzi siano presenti nella cinematografia e nella cultura pop e “on the road” del Paese. Due divi come Sean Penn e Matthew McConaughey, per esempio, ne possiedono diversi esemplari che utilizzano ogni volta che possono; il secondo, peraltro, non ha mai fatto mistero di aver vissuto all’interno di un vecchio Airstream per alcuni anni.

Trailwind
Un modello Airstream che ha fatto breccia nei cuori degli americani nell’immediato dopoguerra è il Trailwind. L’esemplare numero #5003 di questa serie, prodotto nel 1948 e lungo diciannove piedi (5,7 metri), è oggi di proprietà di Doug Leen. Classe 1946, ex ranger del National Park Service, reduce della guerra in Vietnam, filantropo ed editore, questo gentiluomo americano di origini norvegesi, irlandesi, scozzesi e canadesi ha acquistato per 19 000 $ un veicolo che ne ha richiestiben 100 000 per raggiungere lo standard di perfezione di oggi. L’acquisto fu dettato dall’esigenza di girare in lungo e in largo i parchi nazionali degli Stati Uniti per sensibilizzare i visitatori sulla storia e sulle bellezze di queste aree protette, attività che l’ex ranger conduce a titolo gratuito. Siccome il trailer individuato nel 2014 richiedeva un restauro radicale, Doug Leen decise di personalizzare gli interni del caravan il più possibile, affidandosi ad artigiani di sua conoscenza per ottenere un pezzo originale e custom made. Inizialmente si rivolse ad aziende del Nevada e del Montana, dopodiché propese per il più familiare stato del Wyoming, dove Leen possiede una baita. Le parti meccaniche e telaistiche sono state affidate alla C.&C. Welding e alla Park County RV Repair, mentre degli arredi interni si è occupato Lester Santos, di Cody, che è uno degli eredi spirituali di Thomas Molesworth, il leggendario artigiano che tra gli Anni 30 e il 1961 realizzò gli interni di centinaia di ranch, hotel e altre residenze private nordamericane, comprese quelle dei Rockefeller a Jackson Hole e quella di Dwight D. Eisenhower a Gettysburg, in Pennsylvania.
Per gli interni del suo Airstream, Leen ha preteso che Santos prendesse ispirazione dai parchi nazionali, dal mondo del Far West e dalla cultura dei nativi americani. Il risultato è di grande effetto. Dal momento in cui si accede al veicolo, infatti, s’incappa in un mobile contenitore, sulla sinistra, la cui parte pensile è parzialmente sorretta da un arbusto di ginepro intagliato che prosegue sotto forma di murale sopra la porta di accesso. Sulla destra, e quindi nella parte posteriore del rimorchio, si trovano il tavolo da pranzo e le sedute, in pino e abete, rivestite di pelle, il tutto decorato da cuscini a motivi geometrici di origine navajo. Le pareti sono un capolavoro: raffigurano da un lato il Grand Teton e l’adiacente parco di Yellowstone e, di fronte, l’inconfondibile silhouette del Grand Canyon. In questa zona giorno la pittrice Janet Bedford, di Powell (Wyoming), ha riprodotto i colori distintivi dell’alba; la musica, invece,
cambia nella zona notte, all’estremità opposta del veicolo, dove si è deciso di decorare le pareti con scene notturne legate ad altri parchi, con tanto di controsoffitto dotato di fori retroilluminati che riproducono la costellazione del Grande Carro e la stella polare: un omaggio alla bandiera dell’Alaska, dove Doug Leen trascorre la maggior parte dell’anno.

Casa dolce casa
Il mezzo è dotato di ghiacciaia, cucina completa, schermo tv, radio, bagno-doccia e condizionatore. Quest’ultimo è stato installato sul tetto ed è dotato di un guscio d’alluminio rivettato che riproduce la carrozzeria del veicolo stesso, in scala ridotta. A causa di questo dispositivo il soffitto è leggermente più basso rispetto a quello degli altri Trailwind (1,90 metri), ma l’altezza è più che sufficiente anche per un uomo della statura di Leen il quale ai tempi della sua lunga tournée ha vissuto per 15 mesi su questo gioiello che ha rimorchiato per 44 117 miglia (71 000 km), toccando i quattro cantoni degli Stati Uniti nel biennio 2015-16: dalla California al Maine, dallo Stato di Washington alla Florida, attraversando buona parte del Paese. Quale migliore sistemazione poteva trovare un ex ranger per un viaggio di questo tipo?