Apriti, cielo

Viaggio simbolico alla scoperta delle stelle

Un nuovo libro illustrato ci immerge nella storia dell’astrologia, la “scienza” studiata da secoli per capire meglio noi stessi e il mondo che ci circonda. Tra rimandi filosofici, spirituali e matematici, l’indagine si spinge ben oltre l’oroscopo, per decifrare il più fitto dei misteri: qual è il senso della vita.

di Micol De Pas

Si fa presto a dire oroscopo, oppure zodiaco o più genericamente astrologia: siamo davanti al tentativo tutto umano di decifrare il mistero. Non tanto di conoscere il futuro (anzi, sì, e anche con una certa sete di sapere), ma di capire come e perché l’uomo fa parte del cosmo. Secondo il filosofo Ernst Cassirer, “L’Astrologia è uno dei più grandiosi tentativi che mai siano stati osati dallo spirito umano per fornire una rappresentazione simbolica globale del mondo”. Lo scrive in Filosofia delle forme simboliche (Ed. La nuova Italia), un’opera imponente dove l’attenzione si focalizza sull’uomo e sul suo tentativo di dare senso al reale. Sin da tempi antichissimi contempliamo il cielo per trovare il significato del nostro vivere sulla Terra. E proprio da qui parte il volume Astrology di Andrea Richards, edito da Taschen per la collana Esoterica, una summa dell’astrologia, tra arte, filosofia e stili di vita. A leggerlo con calma, sprofondando come d’obbligo nelle bellissime immagini che lo compongono, si finisce per camminare su un filo come un funambolo, prestando attenzione a non precipitare nell’esoterico che, come una vertigine, attrae con destrezza anche il lettore meno esperto. Che si trova prima immerso in una storia dell’astrologia per poi maneggiare, come un mago alle prime armi, i rudimenti di questa scienza antica quanto l’uomo. Sì, scienza. Basta non applicare le categorie attuali del pensiero e rimanere in quell’idea di scienza preilluminista che identificava astronomia e astrologia come due aspetti di una stessa disciplina, quella che si occupava di tracciare i movimenti dei corpi celesti e di capire quali effetti abbiano tali movimenti sulla Terra (e quindi sull’uomo). Quella spinta spirituale che ha indotto a rivolgere lo sguardo al cielo non può mancare. In fondo le risposte si possono cercare in ambiti molto diversi, dalla chimica alla filosofia, dall’astronomia alla matematica: si tratta pur sempre di tentativi di analizzare il mondo, con un rapporto con la mistica segnato da gradi di separazione più o meno marcati. Ma il gioco si fa serio e si peccherebbe di superficialità a sminuire la portata delle indagini astrologiche sull’essere umano. O meglio, sul senso dell’uomo per la vita su questo pianeta. Non c’è corte che non abbia avuto i propri astrologi di fiducia, fino a tempi recenti: negli Anni 80, il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan consultava, insieme alla moglie Nancy, un’astrologa personale che si era installata alla Casa Bianca: Joan Quigley. Era lei a decidere date e orari di spostamenti e summit, se e quando firmare i trattati sulle armi nucleari e si dice che arrivò a imporre a Reagan di non andare in conflitto con Gorbaciov perché tra i due vigeva un’armonia planetaria nel segno dell’Acquario. I pianeti, signori indiscussi dei 12 segni dello zodiaco, con i due luminari (Sole e Luna) che aprono le danze del marchingegno. Il primo simboleggia l’essenza e l’illuminazione dell’anima e la sua luce è conoscenza. La Luna riflette l’anima. Rappresenta il mondo interiore, la nostra natura emotiva, il subconscio, i sogni. Il Sole è il maschile, la Luna il femminile. Seguono gli 8 pianeti, ognuno con ascendenze particolari sui segni zodiacali, per i quali – più di recente – vengono considerati anche gli influssi di asteroidi, lune e satelliti, fino a formare un sistema complesso insieme alla ruota dello zodiaco. Quest’ultima, fu inventata dai babilonesi per segnare il tempo e fare previsioni meteorologiche. Un sistema di coordinate che permetteva di seguire l’orbita annuale del Sole, grazie alla suddivisione del cielo notturno in 12 segmenti, ciascuno di 30 gradi comprensivi di un cerchio, o cintura, che si estendeva per nove gradi sopra e sotto l’eclittica. Il percorso del Sole poteva essere monitorato dalle singole costellazioni o gruppi di astri di quella sezione di cielo. Ogni gruppo stellare prendeva il nome da un animale o da una creatura con una forma simile – zodiakos, in greco, significa cerchio di animali. Il seguito è noto. Anzi no. Ma non è cambiata la premessa: occorre predisporsi all’alfabeto dell’armonia universale, da decifrare secondo regole cosmiche. “L’astrologia è un linguaggio simbolico che parla sia al nostro cervello logico che alla nostra mente inconscia”, scrive l’astrologo Chani Nicholas. “Una volta pronti, vi inonderà con le sue intuizioni, illuminando gli archetipi che state vivendo, le lezioni che vi stanno dando e i modi in cui potete incanalare l’energia nella vostra vita”.