Atollo privato

Just a cast away…

È la nuova frontiera del travel: un “luxury yacht” a forma di isola vergine nel cuore di un parco naturale, a 800 km da Manila,raggiungibile solamente in elicottero o idrovolante. Ovviamente green.

di Raffaele Panizza

Solo ventidue persone, e soltanto chi decidi tu, per ottantamila dollari al giorno: a nordest di Palawan, nelle Filippine, è nato uno dei resort più costosi ed esclusivi del mondo. Un po’ come affittare un maxiyacht, ma con la sabbia al posto del tek e le ville con maggiordomo in vece delle cabine. E non a caso, con una formula di prenotazione che si chiama “charter” e non “reservations” (banwaprivateisland.com). Coerentemente, per prendersi cura degli ospiti alla Banwa Private Island nel mare di Sulu – isola resort nel cuore del parco naturale Tubbataha Reefs – hanno assunto una coppia di guest manager provenienti dalla nautica: Victoria e Heinrich Stein, tra le più richieste chief stewardess nel segmento barche di lusso lei, e capitano di lungo corso lui. Sono loro a prodigarsi affinché ogni dettaglio del soggiorno sia personalizzato: dal trasferimento in elicottero o idrovolante direttamente dall’aeroporto di Manila, distante solo 800 km, fino alle cene taylor made godibili in ogni angolo dell’atollo e davanti al volteggiare degli aironi bianchi di barriera, sorseggiando un cocktail al tramonto accompagnato dalla Banwater, l’ “acqua privata” dell’isola ricavata da un pozzo artesiano a 150 metri di profondità. Sei ettari all’interno di un’area marina vasta duemila, popolata dalla tartaruga embricata col suo carapace camouflage, il dugongo e lo squalo pinna nera che scintilla tra i coralli del reef, considerato tra i dieci migliori spot del mondo. Creature ammirabili anche grazie alle immersioni notturne, organizzate chiamando sull’isola i migliori istruttori da ogni angolo delle Filippine. Tutte risorse protette da Banwa che secondo i principi del lusso responsabile ha costituito la Aquos Foundation, che finanzia 200 progetti di ricerca e protezione di specie marine e aviarie: dal megapodio delle Filippine al martin pescatore nano, la garzetta cinese in pericolo e il gufo mantanani. Il Latitude Restaurant funziona da fulcro sociale di Banwa: ci si va se si vuole, diversamente si pranza e si cena in villa. Con ingredienti provenienti dalla fattoria biologica creata nella vicina Tumarbong (villaggio a pochi minuti di barca) secondo i principi della permacoltura e della valorizzazione delle comunità locali, dotata di un impianto fotovoltaico che fornisce energia al resort. Le sei ville hanno piscine infinity che sembrano trasformare le terrazze in un deck da transatlantico, un campo da golf a nove buche che convoglia gli ospiti per sfide a par 3, un campo da tennis illuminato in mezzo alle palme, oltre a palestra e spa. In rappresentanza dei proprietari, Rob Chappelhow dice a The Good Life: «Questo è un sogno sul quale abbiamo lavorato dieci anni, durante i quali abbiamo visto natura del luogo esplodere tra le nostre mani: senza attenzione all’ambiente, ormai, il lusso non esiste».