Dancing30

Quando arte e noir intrecciano i loro destini

Una poetica sociale e surreale quella di Kings, duo artistico composto da Federica Perazzoli e Daniele Innamorato, che ci accompagnano tra le stanze di una mostra onirica, alla galleria Viasaterna, per un viaggio warholiano.


di Valentina Ardia
 foto di Carola Merello

Wanna Dance. Un imperativo, un monito, una speranza. Così leggiamo sulla parete illuminata dal neon mimetizzato tra fili sottili d’argento, che invitano il visitatore a superare timidezza e paura e a guardare al di là della metaforica tenda che ci separa da una storia straordinaria. La storia è ambientata alla galleria Viasaterna di Milano, al civico 32 di via Leopardi. Ed è qui che tutto ha inizio, al Club30 immaginato da Daniele Innamorato e Federica Perazzoli: un locale dance abbandonato e senza tempo, posto al numero mancante di via Leopardi, tra il 28 e il 32, dove un’insegna ne indica il luogo e ci invita a entrare, a seguire l’eco della sua musica. Un mondo surreale ci attende, quello di Dancing30. Più che una mostra, è un viaggio nell’immaginario del duo artistico che tra neon, collage, installazioni sonore e wallpaper ci conduce nel deep world della loro “factory”.

In quell’edificio senza numero si nasconde però un mistero… Una lettera ne svela parte del contenuto. Una missiva ritrovata, che ogni visitatore potrà leggere prima di iniziare il suo percorso: “I lavori di ristrutturazione erano appena iniziati quando un giorno avvenne la scoperta. In un’intercapedine tra le scale e il muro portante, avvolto da un nastrino rosso, un pacco di lettere era nascosto con cura. Lettere scritte a mano su carta papiro raccontavano la storia misteriosa del Club30”.
Un luogo popolato da maschere mitologiche, apparizioni zoomorfiche, donne elegantissime, come in un frame di Eyes Wide Shut, il Club30 profuma di rivoluzione, controcultura, fumo e idee, un misto di estasi e oppio. Al suo interno ci si muove sinuosi, tra una stanza e l’altra, con indosso una maschera, vera o virtuale, non è dato saperlo. La musica, come in una trance, ci guida al piano inferiore. Ad attenderci un’installazione luminosa, avvolgente, totalizzante: Cigarettes After Sex, si legge sulla parete rossa che pulsa al ritmo di una colonna sonora ipnotizzante. Le note avvolgono il volume scuro di tutta la stanza, in cui parola, suono, figurazione si incontrano in un turbinio di segni e stratificazioni. Dancing30 è tutto questo, vive tra passato, nuovo immaginario e futuro. Cosa aspettate ad aprire la lettera?