Granada

La bella andalusa

Cosmopolita e dinamica, è una città dove si respira bellezza. Il palazzo dell’Alhambra ne è la sintesi architettonica e non è quindi un caso se la perla dell’Andalusia è nel patrimonio mondiale dell’Unesco. .

di  Bérénice Debras

Adagiato sulla collina di Sabica, il palazzo dell’Alhambra ha un fascino magnetico. Le sue mura sembrano avere il sole dentro. Di certo hanno assorbito tutta la gloria passata di questa città: roccaforte dell’ultima dinastia moresca in Spagna (1238-1492), la città-palazzo fu conquistata dai re cattolici Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. I quali, affascinati da tanta bellezza e raffinatezza, ne fecero la sede del loro potere. Nel corso del tempo, rimaneggiamenti e aggiunte (tra le quali il grande palazzo di Carlo V) abbellirono ancora di più i luoghi, creando un’armonia perfetta tra l’arte musulmana e l’arte cristiana. Si visitano l’imponente fortezza militare, gli eleganti palazzi dei Nasridi e la brulicante medina, fino ai deliziosi giardini. Difficile restare insensibili davanti a tanta finezza – astrazione fatta dalle orde di turisti, fino a 2,5 milioni all’anno.
Per apprezzare al meglio questo capolavoro dell’architettura bisogna però allontanarsene, salire fino al quartiere dell’Albaicín e piazzarsi in uno dei mirador verso la fine della giornata. Le mura antiche si infiammano sotto i raggi del tramonto e il nome Alhambra, derivato dall’arabo Qalat al-Hamra (“Castello rosso”) si spiega immediatamente. Lo spettacolo attira una folla di persone (uomini d’affari pronti per l’aperitivo, alternativi con i dreadlock, coppiette e gente del quartiere). Tutti si disperdono poi nelle stradine lastricate e scoscese dove si incontrano Oriente e Occidente. Per un momento la mente scivola nei sogni evocati dai Racconti dell’Alhambra, il poema dell’americano Washington Irving, piccanti quanto quelli delle Mille e una notte. Gli scoppi di risate ci riportano al nostro tempo. Non siamo decisamente soli nel labirinto bianco. Granada vive principalmente di turismo, malgrado il suo relativo isolamento per quanto riguarda i trasporti. L’aeroporto di Malaga catalizza la maggior parte dei voli internazionali. Quanto ai treni da Madrid, non ne arrivano dal 2015, causa lavori alla linea dell’alta velocità, che dovrebbero terminare quest’anno.

Tra mare e montagna
Granada va dunque conquistata, come fecero gli arabi, o riconquistata, come fecero i soldati di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. Lo sanno bene i suoi 238 000 abitanti, tra i quali 60 000 studenti. Questi ultimi hanno a disposizione 26 facoltà e scuole di specializzazione, di cui le più rinomate sono quelle di traduzione e interpretariato. Circa 2 300 studenti Erasmus approfittano di un relativamente basso costo della vita. Granada la studiosa? Senza dubbio, ma vi si respira un clima vacanziero quasi ogni giorno dell’anno. La qualità della vita e l’aria delle montagne sono a disposizione di tutti. E a 35 km, nella Sierra Nevada, si trova la stazione di sport invernali più a sud d’Europa e più elevata nel Paese (fino a 3 300 metri d’altitudine). A Monachil c’è anche l’High Performance Sport Center Sierra Nevada, a 2 320 m di quota, dove si allenano molti sportivi ai massimi livelli. Qui si sono preparati, per esempio, i campioni di nuoto della squadra francese, in vista del campionato europeo di nuoto a Glasgow. Del resto, Granada non è lontana dal mare.