The day after

Il ricettario segreto degli chef anti hangover

Chi non ha avuto un giorno difficile dopo una serata tra amici e qualche bicchiere di troppo? Esistono alcuni rimedi (golosi) per stare meglio. Ben 60 chef della gastronomia francese svelano i propri piatti feticcio per i risvegli post sbornia. Da consumare senza moderazione.

di Apostoli Loukakis

Chi non ricorda un risveglio difficile dopo una serata (alcolica) senza freni? Gli occhi gonfi per gli eccessi della notte appena trascorsa, il corpo intontito dal sonno agitato, lo stomaco chiuso dai rimorsi o, al contrario, con un appetito incontenibile… Stiamo parlando proprio di quei giorni che si allungano all’infinito, quando lo spirito cerca il conforto del cuscino, di un bagno caldo o di un pasto rinvigorente. Questa raccolta di ricette a cura di Victoire Loup (Cuites: 60 recettes faciles pour lendemains difficiles) è una promessa, tripla, che facciamo al lettore. Primo: garantisce di trovare l’antidoto culinario a una insolente sbronza. Secondo: promette un viaggio gourmet tra le reminiscenze di 60 gastronomi doc. E per finire: assicura di deliziarvi con un piatto sfizioso o con un dessert, talvolta semplice da riprodurre in poco tempo, talvolta più elaborato, ma sempre efficace contro il mal di testa del giorno dopo. La varietà delle ricette accontenterà qualsiasi palato. Dalla quesadilla con uova strapazzate e verdure di Harry Cummins, alla pasta iodata con zucca butternut e ostriche di Thomas Chevrier, senza dimenticare i pancake al caramello di Cathy Closier o il croque-monsieur di Jody Williams. Ce n’è per tutti i gusti. Una cosa è certa: sfogliare questo volume risveglierà il buongustaio che è in voi… anche dopo aver fatto le ore piccole.

L’okonomiyaki
Edward Delling-Williams

Originario del Sudovest dell’Inghilterra, nei pressi di Bristol, Edward si appassiona di cucina all’età di 13 anni. Un giorno, con un buco nello stomaco all’indomani di una serata di brindisi, lo chef prende tutto ciò che trova in frigo: mezzo cavolo cappuccio, pancetta, qualche condimento e prepara l’okonomiyaki della vita. Ricco di verdure, condito con una salsa cremosa, da allora è il suo piatto “post fiesta” preferito. Cospargere di aonori – alghe in polvere – per portare il piatto a un altro livello. Parola sua.

Per 1 persona
120g di farina,
1/4 di cucchiaino di lievito per dolci,
4 uova,
1 grosso cavolo cappuccio bianco,
1 cipollotto fresco,
1/4 di cucchiaino di zucchero,
katsuobushi,
alga aonori,
180ml di dashi,
salsa okonomiyaki,
maionese Kewpie,
olio,
sale,
160g di nagaimo (facoltativo).

Mescolare la farina, lo zucchero, il dashi, il lievito e 1/4 di cucchiaino di sale. Affettare il cavolo, tritare il cipollotto fresco, sbucciare e grattugiare il nagaimo, se ne avete. Unire il tutto all’impasto e amalgamare bene. Aggiungere 3 uova e mescolare q.b.
Scaldare una padella. Versare l’impasto e cuocere il pancake per 3 minuti per lato. Fare un intaglio sulla parte superiore
del pancake e rompere un uovo all’interno, quindi coprire la padella. Ultimare la presentazione spolverando con katsuobushi e alghe aonori, salsa okonomiyaki e maionese Kewpie.

Smoothie bowl de la muerte
Angèle Ferreux-Maeght

A soli 14 anni Angèle va in Asia per entrare in contatto con l’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana. Scopre la naturopatia e organizza corsi detox per quasi un decennio. Debutta come chef a domicilio e successivamente apre La Guinguette d’Angèle a Parigi. La sua cucina è prevalentemente vegetariana, senza glutine, bio e locale. Tre parole per descriverla: sana, gioiosa e disinvolta. Il Pink Smoothie Bowl è preparato su misura per risollevare da giornate difficili.

Per 1 persona
1 bicchiere di acqua di cocco,
1/2 barbabietola cotta,
1 avocado molto maturo,
1 banana,
1 succo di limone,
1 pezzetto di zenzero,
1 cucchiaio di miele.

Grattugiare lo zenzero e mescolare tutti gli ingredienti fino a ottenere una consistenza cremosa. L’acqua di cocco contiene diversi minerali: calcio, potassio, sodio, magnesio… ideale dopo un bagno di sudore! La barbabietola è una vera alleata dei re della pista da ballo, perché contiene nitrati, che il corpo utilizzerà per la circolazione e il recupero muscolare. La banana, oltre a risolvere i disturbi digestivi e la nausea, contiene triptofano, un precursore della serotonina, l’ormone della felicità. Il limone drena il fegato, lo zenzero è anti-nausea, e il miele placa il mal di gola se avete cantato troppo… Versare in una ciotola. Decorare con superfood quali spirulina, bacche di goji e fette di frutta fresca, che danno una marcia in più all’organismo. Da mangiare con gioia e buon umore!

Il brodo della felicità
Sylvestre Wahid

Sylvestre Wahid nasce in Pakistan nel 1975 e si trasferisce in Francia all’età di 9 anni.
Si fa le ossa a fianco dei grandi nomi della gastronomia francese: Alain Ducasse e Thierry Marx. Una scuola che darà i suoi frutti e che gli varrà due stelle Michelin nel 2006. Le Bouillon Bonheur, il brodo della felicità, ricorda allo chef stellato quando lavorava al ristorante dell’hotel Strato a Courchevel. Tanti erano i clienti a richiederlo. Il grasso porta quella soavità che depura l’esofago, gli aromi e le verdure hanno effetti sul benessere.

Per 4 persone
1l di acqua,
100g di foie gras,
500g di funghi porcini,
2 scalogni,
20g di radici di galanga,
1 gambo di citronella,
1 mazzetto di erbe aromatiche,
10 foglie di: menta, basilico thai, sedano.
Aceto di bonito affumicato,
olio d’oliva,
sale nero affumicato,
3 pizzichi di pepe,
1 cucchiaino di pepe di Sichuan e pepe bianco in grani.

Tagliare i funghi a cubetti e conservare in frigorifero. Il resto dei porcini per il brodo. Tagliare il foie gras a cubetti e conservare in frigorifero. Preparare il brodo. In una pentola di acqua bollente aggiungere le spezie, le erbe aromatiche e i porcini, lasciare in infusione per 20 minuti. Disporre sul piatto i quarti di funghi porcini, il foie gras tagliato a dadini e le erbe aromatiche fresche. Condire con sale affumicato, un filo di aceto di bonito affumicato e un filo d’olio d’oliva. Filtrare il brodo con uno chinois. Versare il brodo caldo nei piatti e servire.