In cerca

Di se stessi, del passato perduto, di riscatto, di una nuova possibilità, di passioni che durino per sempre.

di Ornella Ferrarini

On the road again

Pete Cappellaio ha 38 anni ed è in fuga da New York e da un pusher vendicativo. Non viene da una famiglia disfunzionale, la madre è irlandese, il padre un immigrato norvegese, ha dei fratelli. Ha studiato in seminario e in una delle migliori università. Ha avuto una moglie, un buon lavoro, ha pubblicato racconti, e ha perso tutto. Per colpa del Vento idiota, lo stesso cantato da Bob Dylan che lo ha reso dipendente da cocaina e alcol e, soffiando sulla sua strada per 12 anni, lo ha fatto a pezzi. Pete, cioè l’autore, 30 anni dopo Jack Kerouac, il suo maestro, racconta la sua traversata americana, 8 000 km in 20 stati, a piedi, in autostop, in treno, e l’umanità errante che ha incontrato, sempre solidale anche nella disperazione. Cronaca, con molto humour e poca commiserazione, di un viaggio di espiazione verso la rinascita.
Il vento idiota, Peter Kaldheim, edizioni e/o.

Passaporto per gli Usa

Siamo a Los Guayacanes, villaggio sul mare della Repubblica Dominicana, nel 1964. Trujillo è stato ucciso, l’America è la promessa di una vita migliore. È il sogno della madre di Ana, 15 anni, che la dà in sposa a Juan, 32, uno zotico che lavora a New York e torna al paese con le tasche piene di dollari. Il matrimonio di Ana sarà un biglietto di andata per tutta la famiglia. La realtà a New York è ben diversa: un marito violento, una casa squallida, i genitori lontani. Un calvario, ma il sangue indomito della ragazza si fa strada tra il gelo e i grattacieli. Questa è la storia della mamma dell’autrice e di molte immigrate di quegli anni. Dietro la scrittura scarna, c’è il calore della letteratura latinoamericana.
Dominicana, Angie Cruz, Solferino.

Il passato non ritorna

Sei giorni, forse gli ultimi, della vita di Oséias, a Cataguases, la città natale, dove torna dopo 20 anni in cerca del suo passato. Della storia di famiglia, di calore e sicurezza, come quando era bambino. Rappresentante di sementi e pesticidi, Oséias si è trasferito a San Paolo, si è sposato, si è separato, ha girato il Paese per hotel tutti uguali, non ha avuto tempo per gli affetti. Fa un caldo torrido in questo Brasile di oggi, i compagni di scuola e gli amici non lo riconoscono, lo scansano frettolosi e insofferenti. Compresa la sorella Rosana che a fatica lo ospita per qualche giorno. Niente carioca, niente Brasile cartolina, è un racconto sulla nostalgia, che ha lo stesso sapore ovunque nel mondo. E sulla vendetta del destino. “Il passato sono rovine”, dice Oséias, se nulla hai lasciato, nulla ritroverai.
La tarda estate, di Luiz Ruffato, La Nuova Fontiera.

Via dal destino

Puoi fuggire dalla famiglia, dal destino no. Antonio 19 anni, studia ancora, Paolo, 22, fa il muratore in un paese qualunque del Sud. Due fratelli chiamati subito a far muro, uniti, contro il destino: la madre li ha abbandonati da piccoli con il padre ubriacone e violento. Quando il padre muore in una disgrazia, la casa diventa il fortino inespugnabile, un ammasso di avanzi di cibo, di detriti, un niente che li tiene legati agli amici, al lavoro, alla società. E a un ruolo: difendersi a vicenda. Paolo è violento, si stordisce di alcol, di erba, di sesso. E vuole che Antonio sia così: non si chiede scusa, è da finocchi. Due vite disperate che hanno fame d’aria, di vita, di libertà. E anche noi boccheggiamo tirati dentro l’inferno dalla scrittura incalzante di questo giovane autore esordiente. Fino al colpo di reni finale.
Gli affamati, Mattia Insolia, Ponte alle Grazie

Sportive forever

Un atto d’amore. Scritto da tre alfisti da sempre. La storia di una competizione, tra il campanilistico e l’industriale, tra Milano e Torino. Tra Mirafiori e Arese. Il libro, con oltre 300 immagini, molte delle quali inedite, è dedicato all’ultimo modello dell’Alfa Romeo – il 916, dalla sigla del progetto – completamente ideato, sviluppato e realizzato, dal 1995, negli storici stabilimenti alle porte di Milano. Firmato da Enrico Fumia per Pininfarina, è diventato in pochi anni un’icona del design italiano. Il libro celebra i 25 anni della presentazione delle due sportive e i 110 della casa automobilistica milanese ed è un’utile guida per collezionisti e appassionati, anche giovani. Dei 90 mila esemplari prodotti, in giro si trovano ancora occasioni interessanti.
Alfa Romeo Gtv e Spider. Più Alfa che mai, Gianluca Cavalca, Massimo e Giuseppe Colombo