Lagoon Seventy 7

Il catamarano dei sogni

Metti un cantiere famoso, un duo di progettisti francesi specializzati in multiscafi, uno studio italiano per gli interni, un car designer d’eccezione per gli esterni e un nome da film di James Bond. Il risultato, riuscitissimo, è una lussuosa villa che si muove veloce sul mare.

di Luigi Magliari Galante

Nicolas Claris © Lagoon

Suite armatoriale con vista mare e spiaggia privata, 80 m2 di salone, Jacuzzi sul flybridge, sala massaggi, cinema e perfino una sala giochi. Il Lagoon Seventy 7 non è semplicemente una barca, o un catamarano per la precisione. è una vera e propria villa sul mare con tutti i lussi: tre ponti, da tre a cinque cabine con bagni privati, cucina separata e spazio per due membri di equipaggio. Una villa molto speciale, visto che è capace di muoversi sul mare spinta dal vento nel più assoluto silenzio e offrire ai suoi ospiti ogni giorno un panorama diverso e un nuovo luogo da scoprire. Le sue dimensioni sono gigantesche: la lunghezza massima è di 23,28 metri, la larghezza arriva a 11 e il dislocamento è di oltre 56 tonnellate. Ma questi numeri non devono ingannare, e anche il velista più esigente in fatto di prestazioni può stare tranquillo: scafi dalle carene filanti, albero di alluminio alto 36 metri e oltre 335 m2 di superficie velica permettono all’ammiraglia del cantiere di emozionare non solo nelle rade più belle del mondo ma anche al timone. Dietro al progetto c’è lo studio francese VPLP Design, da trent’anni sulla cresta dell’onda. I due architetti navali Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost, che danno il nome allo studio, di vittorie e velocità se ne intendono, e vantano una lunghissima e fortunata carriera nel settore dei multiscafi sportivi e oceanici. Tra i loro esemplari più conosciuti ci sono il trimarano USA 17 di Oracle, vincitore della Coppa America nel 2010, e il trimarano di 31 metri Sodebo Ultim’ con cui il navigatore Thomas Coville ha di recente battuto il record del giro del mondo in solitario e senza scalo in 49 giorni, 3 ore, 7 minuti e 38 secondi. Il Seventy 7 nasce quindi sotto una buona stella, che brilla forte anche di luce italiana: stile e interni della barca sono stati curati da Nauta Design, già partner di Lagoon dal 2010. Lo studio milanese è uno dei protagonisti di riferimento mondiale nel campo della progettazione degli interni, sia per le imbarcazioni di serie che per quelle custom. Per gli esterni la mano è quella di Patrick Le Quément, celebre car designer, per oltre vent’anni a capo dello stile di Renault.

[read more=”More” less=”Less”]

Soluzioni innovative
Il 23 metri francese è uno dei più grandi catamarani di serie mai costruiti da Lagoon in oltre trent’anni d’attività e 4 000 unità prodotte, ed eredita alcune delle idee innovative che il cantiere e il suo ufficio tecnico hanno introdotto nelle scorse stagioni a bordo degli altri modelli della gamma. Tra queste la più significativa è l’arretramento dell’albero, che ha permesso di ottenere diversi vantaggi sia in termini di prestazioni che di facilità di manovra (in altre parole, maggior comfort di navigazione). Tra i principali benefici il boma accorciato, che consente strambate più facili e sicure e una migliore gestione della randa quando il vento diventa troppo forte e serve prendere una o due mani di terzaroli. Inoltre la randa ha in questo modo un profilo aerodinamico più efficace. Allo stesso tempo, con l’albero più arretrato si possono murare vele di prua molto più grandi, capaci di spingere forte con il vento al lasco o al traverso, come uno spi asimmetrico o il Code 0, o una trinchetta nei casi in cui il vento soffi davvero forte. Nei giorni in cui, al contrario, il vento proprio non ne vuole sapere, due motori da 180 o 230 CV non lo faranno rimpiangere.

Il Seventy 7 è costruito in sandwich con anima di balsa e vetroresina tramite il processo dell’infusione di resina poliestere. Il fondo degli scafi è invece in vetroresina monolitica. Negli interni di questo catamarano la parola d’ordine è versatilità. Sono infatti cinque le versioni tra cui scegliere, con alcune soluzioni optional pensate per personalizzare e adattare la barca alle più diverse esigenze. Ecco spiegate la sala giochi, quella cinema e addirittura una per le riunioni, dedicata a chi proprio non può smettere di lavorare anche in vacanza o, perché no, ha scelto di spostare a bordo la propria attività. La principale scelta che influenza il layout è la posizione della cucina, che può essere ricavata a poppa o a prua, sempre nello scafo di sinistra. Nel primo caso c’è una maggiore separazione tra gli ambienti dedicati ad armatore e ospiti e quelli per l’equipaggio, che può infatti accedere alla cucina e alla propria cabina direttamente dal pozzetto, senza dover passare attraverso il salone. Insomma, per chi vuole la privacy più assoluta la versione con cucina a poppa offre migliori possibilità di tenere sempre divise vita e attività dell’equipaggio, che può raggiungere le zone di comando sul fly e di manovra a prua e a poppa senza interferire con le attività e i momenti di relax degli ospiti. Il vero cuore del catamarano è la suite dell’armatore, che trova sempre posto nello scafo di dritta. Nella versione a sole tre cabine ha le dimensioni di un piccolo appartamento, 35 m2 arredati con dressroom, angolo ufficio, zona lettura con divano e un grande bagno con tanto di box doccia separato. Per chi vuole il massimo c’è anche la possibilità di avere la spiaggetta privata, una dotazione molto diffusa – e apprezzata – solo sui superyacht. Un portellone ricavato nella sezione della paratia si apre e si abbassa, liberando così l’accesso a una vera plancia a pelo sull’acqua. Sognate di tuffarvi in mare appena svegli direttamente dalla cabina, per poi fare colazione in una rada deserta con un panorama mozzafiato solo per voi? Ecco, oggi il sogno può diventare realtà. All’armatore è dedicato anche un altro percorso per uscire all’aperto. Dalla sua cabina può infatti raggiungere direttamente l’area esterna di prua grazie alla seconda porta del salone. Come in uno yacht a motore, questa zona si aggiunge a quelle disponibili in pozzetto e al fly ed è arredata con divani e cuscini prendisole. Sono quindi tre le aree adibite al relax degli ospiti, a cui si aggiunge la spiaggetta di poppa, una piattaforma affacciata sul mare e collegata alla coppia di scale che conducono in pozzetto. Questa serve da base a tutte le attività legate all’acqua: da qui si sale e si scende dal tender, ci si tuffa e si risale in barca. Negli esempi suggeriti dal cantiere, l’armatore la usa addirittura per parcheggiare il suo piccolo idrovolante privato con cui raggiungere la barca ovunque.

Grande anche nell’autonomia
Tra tutti gli spazi esterni, è il flybridge il più spettacolare. Una superficie enorme da cui si controlla tutta l’imbarcazione. Due ruote del timone, supportate da altrettante consolle per gli strumenti elettronici, e una batteria di cinque winch permettono di gestire navigazione e rotta, piano velico e manovre. Anche il ponte superiore può essere personalizzato con arredi diversi, tra cui una vasca idromassaggio Jacuzzi. Non mancano il mobile bar per un rinfresco e un hard top per proteggere tutta la zona dal sole.

Il Seventy 7 è un catamarano dalle grandi autonomie, capace di portare a spasso per i mari di tutto il mondo i suoi ospiti senza doversi preoccupare troppo di dove andare a fare rifornimento. E se i 1 600 litri di acqua potabile non dovessero bastare, nessun problema: due potenti dissalatori capaci di produrre 36 litri d’acqua dolce al minuto soddisferanno anche i più esigenti in fatto di docce e pulizia. Se poi anche il vento dovesse fare troppo i capricci, con 2 800 litri di gasolio i due motori possono spingere questo 23 metri giorno e notte così a lungo da poter attraversare anche l’oceano Atlantico senza dover tirare su una vela.
www.seventy7.fr

[/read]