Il taxi dei cieli

Un jet che ti trasporta dall’aeroporto di NY a Manhattan in 5 minuti?

Esiste e l’ha progettato Lilium. Una startup tedesca che ha sviluppato un vettore via app, economico, veloce, ecologico e naturalmente volante.

di  Elisa Venco

Lilium jet è decollata. La compagnia tedesca – società fondata nel 2015 il cui nome è ispirato al pioniere aeronautico Otto Lilienthal, meglio noto come “il re degli alianti” – che, sul modello di Uber, vuole fornire passaggi aerei tramite app, ha superato a pieni voti il primo test di volo effettuato con un velivolo a 2 posti. E nel maggio 2019, Lilium ha presentato un nuovo “air taxi” da 5 passeggeri, con la previsione di «essere pienamente operativi in varie città del mondo entro il 2025, sebbene i servizi di prova inizieranno già prima in diverse località», ha dichiarato il portavoce della società. Nel frattempo, proprio il nuovo jet per 5 persone si è aggiudicato, nella categoria Best of best, il prestigioso Red dot award, un premio internazionale per il design. La vittoria si deve all’aspetto minimal del velivolo per il quale il suo creatore, il 25enne Mathis Cosson, si è ispirato ai movimenti sinuosi di una manta e «al modo in cui scivola quasi magicamente attraverso l’acqua: volevo rompere con il tradizionale design aerospaziale e disegnare qualcosa che il mondo non avesse mai visto prima», ha spiegato Cosson. «I requisiti da soddisfare, fissati dal nostro team di ingegneri, erano parecchi e al quanto severi, ma volevo anche stupire le persone con un design che non fosse troppo robotico, ma invitante». Missione compiuta.

L’elegante aeromobile in fibra di carbonio presenta 2 interessanti caratteristiche: in primo luogo il fatto che si sposti grazie a 36 motori elettrici, cioè a emissioni zero, posizionati lungo le ali. Secondo, ma non ultimo in ordine di importanza, il jet può decollare e atterrare in verticale, grazie a una rotazione dei suddetti motori, che cambiano di inclinazione dalla fase di decollo a quella di crociera. A dispetto dei timori degli scettici circa la potenza dei motori in rapporto al peso del velivolo con 5 passeggeri, Lilium si sta adoperando per ottenere la certificazione da parte dell’Easa, l’autorità europea per la sicurezza aerea, e della sua omologa americana. Per ottenere le necessarie autorizzazioni, la società tedesca evidenzia i suoi elevati standard di sicurezza imperniati sul principio dell’ultra ridondanza: in pratica, l’aggiunta ai 36 motori controllati in modo indipendente di un computer di controllo di volo, a sua volta a tripla ridondanza, e 12 flap indipendenti. Per di più, il design ad ala fissa del jet richiede meno del 10% della sua potenza massima di 2 000 cv durante la fase di crociera, con un’autonomia di 300 km per singola carica e una velocità massima di 300 km/h. Non è finita: il jet elettrico è più silenzioso degli analoghi modelli convenzionali e la sua circolazione, in un’economia di scala, consentirà di coprire, per esempio, i 19 km che separano l’aereoporto JFK di New York dalla Grande Mela in soli 5 minuti per un costo attorno ai 50 € a passeggero: «Non intendiamo offrire un prodotto di lusso che solo i ricchi possono permettersi, ma un servizio che tutti possano utilizzare», ha dichiarato Remo Gerber, il direttore commerciale di Lilium. E se sul sito istituzionale viene ribadita la volontà di servire non solo chi vive in aree urbane congestionate, ma anche chi abita in zone poco accessibili, il suo fondatore Daniel Wiegand sottolinea come il nuovo servizio possa collegare le comunità in modi in cui non sono mai state collegate prima. «Che si tratti di ridurre la necessità di investimenti in infrastrutture terrestri come strade o ferrovie o di aprire nuove aree a nuove opportunità economiche, crediamo che la mobilità aerea urbana abbia il potenziale per essere una forza notevole nel promuovere il bene della società».

 

Proprio il citato Wiegand è l’ideatore di questo sistema rivoluzionario che ha ripensato la mobilità. Dopo aver imparato a pilotare alianti all’età di 14 anni, questo 34enne di Tubinga ha studiato a Monaco ingegneria elettrica e propulsione di volo. È stato durante un semestre all’università di Glasgow, però, che Wiegand per caso si è imbattuto in un video relativo al V-22 Osprey, un aereo militare in grado di decollare e atterrare in verticale con un minimo di spazio. Di qui l’idea di adattare lo stesso sistema a un taxi dei cieli, più silenzioso e rispettoso dell’ambiente degli altri velivoli. Così Wiegand ha coinvolto 3 compagni di classe: l’ingegnere meccanico Sebastian Born, lo specialista di aerodinamica Patrick Nathen e l’ingegnere di meccatronica Matthias Meiner. E oggi i 4 ex studenti sono i soci di Lilium.

 

In breve: il loro progetto ha convinto i importanti investitori che hanno elargito quasi 90 milioni di euro al progetto, confidando in un mercato potenziale che un report di Morgan Stanley valuta in 851 biliardi di dollari l’anno. D’altra parte, le medesime previsioni assicurano anche parecchia concorrenza. La citata Uber ha annunciato l’intenzione di lanciare un suo servizio di taxi volanti entro il 2023 a Dallas e Los Angeles, Boing se ne occupa con la sua emanazione, Aurora Flight Sciences (un cui prototipo a decollo verticale, tuttavia, si è schiantato in giugno in Virginia), mentre il co-fondatore di Google, Larry Page, ha una partecipazione in Kitty Hawk, una start-up che testa macchine volanti in Nuova Zelanda. Non bastasse, Volocopter, un’altra società tedesca, ha ottenuto investimenti dalla società tecnologica Intel e dalla casa automobilistica Daimler, mentre Joby Aviation, la società fondata dall’inventore JoeBen Bevirt, ha ottenuto fondi per 130 milioni da partner tra cui Toyota e JetBlue. Eppure i manager di Lilium non si dicono preoccupati: dato che non si tratta di consegnare pizze, ritengono che la qualità del servizio sia più importante della velocità con cui si inizia a offrirlo. Piuttosto, è la sicurezza la vera questione da cui dipende la volontà dei passeggeri di usufruire degli air taxi, specie se a pilotarli non dovesse essere un essere umano ma un computer.

 

Un sondaggio condotto in diverse città degli Stati Uniti ha rilevato come la maggior parte degli intervistati è favorevole alla prospettiva di viaggiare in air taxi, ma più ansiosa nel caso di un volo senza pilota: un elemento che a quanto pare sembra necessario per calmierare i costi per passeggero e contemporaneamente incamerare utili. I manager di Lilium sostengono che il loro modello di business sia sostenibile anche in presenza di un pilota. Ma la presenza umana potrebbe essere strategica per il rilascio della certificazione delle autorità: dopo di che, le cose potrebbero cambiare. Non necessariamente a scapito dell’incolumità dei passeggeri: la tecnologia si evolve e presto prendere un air taxi potrebbe diventare un’esperienza banale, come prendere un ascensore che parte dal tetto del proprio condominio. «Oggi il volo senza pilota è un’eccezione, ma domani sarà la regola», sostiene Gerber. «Certo, si tratta pur sempre di un volo e alcune perssone saranno sempre nervose. Ma il decollo sarà morbido e meno rumoroso di un elicottero. Dovranno solo sperimentarlo».