Luce e colore

Expat a Marrakech

Una coppia di designer americani si innamora del Marocco e si trasferisce a Marrakech. Samuel e Caitlin Dowe-Sandes hanno trovato lì un laboratorio ideale, ristrutturando una casa tradizionale e dando spazio al colore grazie alle piastrelle del loro brand, Popham Design.

di Dominic Bradbury
foto: Richard Powers/Photofoyer

Samuel e Caitlin Dowe-Sandes amano progettare interni. Da quando si sono trasferiti da Los Angeles a Marrakech, nel 2006, hanno ristrutturato e arredato da soli le tre case in cui hanno vissuto. Ognuna di queste sfide ha dato loro l’opportunità di sperimentare colori e pattern: un’esplosione di idee che si riflette nelle collezioni di Popham Design, l’azienda di piastrelle che hanno fondato non molto tempo dopo il loro arrivo in Marocco. L’ultima casa dei Dowe-Sandes, a Gueliz, è il loro progetto più emblematico: disposta su due piani e con un giardino privato che crea una zona cuscinetto tra l’abitazione e la città circostante, come da tradizione marocchina. 

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Dalla California al Marocco
Caitlin e Samuel sono cresciuti entrambi sull’East Coast americana, per poi trasferirsi a Los Angeles. Qui lei si occupava di pubbliche relazioni per grandi marchi del design e dell’architettura, mentre lui lavorava come produttore cinematografico e scrittore. A un certo punto i due decisero di prendersi un anno sabbatico e passarlo viaggiando. Appena arrivati in Marocco, rimasero affascinati da Marrakech. Al punto di acquistare una casa tradizionale, un dar nella medina, vicino a una delle moschee cittadine. Una delle loro più belle scoperte durante quella prima ristrutturazione fu rendersi conto di quanto fosse facile, in una città di antichissime tradizioni artigianali, trasformare in realtà le loro idee. Popham Design (il nome si riferisce a una delle spiagge preferite dalla coppia, a Miami) nacque subito dopo, sull’onda di questa semplice constatazione.

Sei anni fa nacque loro figlia Georgina, detta Gigi. Le nuove esigenze della vita familiare mostrarono i limiti della medina: incastonata nel polveroso reticolo di vicoli della città vecchia, la casa poteva essere raggiunta solo dopo 10 minuti a piedi dal parcheggio più vicino. Con la bambina ogni spostamento, incluso il tragitto verso lo stabilimento Popham, diventava un’impresa. Così Caitlin e Samuel decisero di spostarsi a Gueliz, la new town pianificata dai francesi negli anni Venti. Prima in un bungalow e poi, con Gigi che cresceva e impegni professionali pressanti, in un’abitazione più spaziosa. Eccola: un edificio su due piani vicino al Mercato dei fiori.

Materiali locali
«Questa casa è stata costruita con la pietra di Gueliz e qui, in genere, puoi capire a che periodo risalgono gli edifici proprio osservando la pietra utilizzata» spiega Samuel. Il living è stato ampliato rimuovendo i tramezzi e gli archi che dividevano la stanza. Al piano terra ci sono anche una sala da pranzo, una cucina e un bagno. La scala che conduce al piano superiore è ben illuminata grazie a un alto finestrone. Qui Caitlin e Samuel hanno convertito due piccole camere da letto in un’ampia stanza padronale, con un nuovo caminetto e due armadi su misura. Sull’altro lato del pianerottolo si apre la stanza di Gigi, insieme a una camera da letto per gli ospiti, ricavata da un precedente studio. Un balcone chiuso con vetrate si è trasformato in una loggia.

Naturalmente le piastrelle Popham sono ovunque e danno il tono all’abitazione. Sono caratterizzate da motivi geometrici e da colori in cui dominano i blu tenui e i grigi, che si contrappongono ai rossi e rosa tipici della città. «è evidente che abbiamo una spiccata preferenza per il blu» sorride Caitlin. «Forse deriva dal fatto che siamo originari della costa del Maine e che ora ci troviamo nel deserto di Marrakech. Ma abbiamo comunque incluso nella nostra tavolozza anche i grigi, che risentono dell’influenza del gusto francese, e anche tocchi di giallo zafferano e turchese. Perché, ammettiamolo, siamo americani e amiamo il colore». L’arredamento è eclettico: pezzi antichi, mid-century, realizzati su misura e contemporanei, con mobili e oggetti provenienti dai souk, dai mercati di Marrakech e dai tanti viaggi della coppia in giro per l’Europa. «A noi piace il mix and match» ammette Samuel. «Direi che se c’è qualcosa che guida le nostre scelte, è proprio il piacere dell’eclettismo, l’amore per oggetti di diversi periodi e stili».

C’è un ultimo segreto, all’esterno: una piscina ricavata nel giardino di casa. Una vera benedizione nei mesi estivi. Una parete di bambù ne delimita il perimetro, in modo da creare uno spazio verde e raccolto che offra ombra e privacy. Un ultimo tocco raffinato per una casa che interpreta uno stile di vita colorato ma intimo.

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