Goodwood Revival

Alla fine del mondo

A casa del Duca di Richmond e Gordon, in un weekend dove la velocità supera le barriere del tempo, The Good Life ha testato un Suv fuori dal comune: Maserati Levante Trofeo.

di Federico Fabbri

Charles Gordon-Lennox, Duca di Richmond e Gordon, è un personaggio alquanto affabile per essere un nobile d’oltremanica. Ama il cinema, la fotografia e i motori… Un giorno decise di invitare alcuni amici con vetture al seguito sullo stretto, ma veloce, nastro d’asfalto che si srotola all’interno della sua proprietà per farli gareggiare. Sembra una leggenda, ma è così che nacquero il celeberrimo Festival di velocità di Goodwood nel 1993 e, nel 1998, il Goodwood Revival. La qualità, la quantità e l’originalità dei veicoli ammessi a queste due manifestazioni le hanno rese imperdibili per gli appassionati del genere. Quale? Beh, il Goodwood Revival è riservato unicamente alle due e quattro ruote che hanno corso su questa pista tra il 1948 e il 1966, quando era permanentemente in funzione ed era una delle più importanti d’Inghilterra. The Good Life ha provato a mettere un piedino in pista, su invito di Maserati, automotive partner di Goodwood, non senza un altissimo indice di divertimento, a partire dal dress code. Una delle qualità anglosassoni più spiccate, infatti, è la capacità di imporre, e poi osservare, particolari abiti da cerimonia, peculiarità che rende questo evento l’unico al mondo. Popolato da piloti, meccanici, addetti ai lavori e spettatori, nessuno può varcare il cancello del Duca senza essere vestito con abiti risalenti all’epoca d’oro del circuito. Inevitabile l’effetto “macchina del tempo”: prati verdi, terrapieni bassi, tribune vecchio stampo, box e paddock a vista, ma anche un villaggio a far da contorno con automobili di ogni tipo, giostre, motor show e sale da ballo d’antan.

In questa tre giorni di gare, si sono viste vetture da corsa di ogni tipo, suddivise in 17 categorie e relativi trofei. Dalle Bentley 3-Litre degli Anni 20, alle monoposto da Gran Premio che vanno dagli Anni 30 agli Anni 60, alle Granturismo da svariate decine di milioni di euro, fino alle immancabili Barchetta di ogni tipo e cilindrata.
A scendere in pista non mancano facoltosi proprietari di auto da collezione (che non badano a spese e lucidature perché il loro bolide arrivi scintillante e rombante al traguardo) o stelle del volante sia di ieri che di oggi: tutti battagliano in duelli al fulmicotone senza alcun tipo di cautela apparente, con tanto di “sportellate” e rovinose uscite di pista; mezzi da Concorso d’Eleganza, guidati al limite e quasi sempre di traverso. La rappresentativa Tricolore, spesso caratterizzata dalla melodia dei loro 12 cilindri spinti anche ad 8 000 giri, è stata seconda, per numero di presenze, solo al giustamente ben nutrito squadrone britannico. Uno spettacolo mozzafiato.
Domenica pomeriggio, poco prima del tramonto, mentre sui rettifili attorno al Goodwood Aerodrome le ultime batterie in gara inseguivano la bandiera a scacchi, è arrivato il momento del nostro test drive. La Levante Trofeo, la versione più potente del Suv del Tridente, ci aspetta proprio davanti all’ingresso della residenza del Duca: la Goodwood House. La sua livrea Blu Emozione Matte la differenzia dalla sorella meno cattiva GTS insieme ad altri dettagli, tra cui lo splitter anteriore in fibra di carbonio, la calandra, le minigonne, lo spoiler posteriore e due minacciose prese d’aria sul cofano: servono a migliorare i flussi aerodinamici e a raffreddare più efficacemente il motore che si trova appena sotto.

Il motore, appunto, è il V8 Twin Turbo da 3.8 litri ed è in grado di erogare 580 cavalli. Un propulsore che, forte di una serie di aggiornamenti a pistoni, bielle, albero, basamento e altri elementi, è capace di spingere questa simbiosi di lusso e sportività, con i suoi cinque passeggeri e un generoso carico di bagagli a 300 km/h. Quando ci si trova a tu per tu con il “cuore” di questa Levante, sviluppato in collaborazione con Ferrari, la conversazione può assumere i toni più disparati.
Il suo borbottio ai bassi regimi è già di per se gratificante, ma ciò che alla vettura riesce meglio è quando le valvole degli scarichi sono completamente spalancate. La Trofeo sa catapultare le sue due tonnellate abbondanti da 0 a 100 km/h in quattro secondi, mettendo ordinatamente in riga tutte le note del pentagramma fino a 6 250 giri al minuto. Un sound unico.
Per la prima volta su una Levante, è stato inserito il sistema di controllo integrato del veicolo (Ivc), che garantisce una dinamica di marcia più sicura. L’Ivc non funziona come il controllo di stabilità, che entra in gioco quando si è già commesso l’errore, ma previene invece situazioni pericolose sfruttando i sensori presenti a bordo e lavorando sui freni di conseguenza. Visto l’ingente numero di cavalli, è un aiuto che può rivelarsi fondamentale in svariate situazioni. All’interno, balza subito all’occhio l’elevato grado di finitura dei sedili e dell’abitacolo. Grazie ai rivestimenti in pelle pieno fiore e ad alcuni inserti in carbonio, il Dna granturismo del brand viene ancora una volta chiamato in causa. Altri dettagli apprezzabili e degni di nota sono l’orologio analogico posto al centro della plancia, vagamente rétro, e l’impianto audio premium surround sound di Bowers & Wilkins con 17 altoparlanti e una potenza di 1 280 Watt. Di serie. La Levante Trofeo è l’ultimo elemento che testimonia la rinascita del tridente, fondato nel 1914 dai fratelli Bindo, Alfieri, Ettore ed Ernesto Maserati. La rivoluzione è in atto. Aspettatevi un futuro ricco di grandi (e sportive) sorprese.