MILANO DESIGN FILM FESTIVAL

8° EDIZIONE – la prima edizione digitale oltre le aspettative

Il 2020 è stato l’anno del debutto. Milano Design Film Festival, per la prima volta, è andato in scena su una piattaforma digitale. L’ottava edizione era stata inizialmente concepita con l’accezione “phygital”, ma l’evoluzione delle condizioni ha poi portato alla cancellazione delle proiezioni programmate in presenza in vari luoghi di Milano, previste in parallelo a quelle in streaming per tutto il territorio nazionale. Al nostro pubblico di utenti, collegati da tutta Italia, abbiamo proposto così oltre 40 film e 30 talk tra cui due in diretta, alcuni da remoto e una decina tra dibattiti e interviste pre-registrate al Teatro Franco Parenti di Milano.

La prima edizione digitale di MDFF è stata oltre le aspettative: oltre 12mila utenti unici per 150mila pagine viste. Il picco di presenze è stato registrato nella giornata di sabato. Tutti i film hanno avuto una considerevole platea con numeri a tre cifre. Tra i film più guardati, le grandi storie di sempre: “Paradigma Olivetti” e “Prospettiva Olivetti” di Davide Maffei; “Charlotte Perriand. Pionnière de l’art de vivre” di Stéphane Ghez e “Just Meet. Tadao Ando” di Fernanda Romandía. I focus sugli esempi di storiche architetture residenziali italiane: “La Nave” di Hans Wilschut e “Il condominio inclinato. Bergamo, sole, casbah, pollai e terrazze fiorite” di Alberto Valtellina e Paolo Vitali. Tra tutti i cortometraggi – lavori particolarmente curati dal punto di vista dell’originalità narrativa e tematica – spiccano “Sleeping Beauty” di Alexandre Humbert, seguito da “Next Sunday” di Marta Bogdanska, “Solar Echoes” di Mathilde Lavenne e “Piranesi Carceri d’Invenzione” di Grégoire Dupond. Molto bene anche i cinque film della nuova sezione FOOD. Un notevole apprezzamento lo ha registrato anche il documentario scientifico “Human Nature” di Adam Bolt. E storie particolari, differenti fra loro per genere e identità: “Aether” di Rûken Tekeş, “Acquabella – The Last Farm” di Maurizio Dalla Palma, “Design is Diversity. Teaching Design in Covid Times” di Mario Greco, “Notes form a Mud Hut. The Maji Moto Primary School Expansion Project” di Francesco Clerici.

I due titoli decretati dalla Giuria di MDFF2020 AWARD sono stati “Tokyo Ride” di Bêka&Lemoine e, con una imprevista Menzione Speciale, il corto “What it Takes to Make a Home” di Daniel Schwartz, con la curatela di Giovanna Borasi, Direttrice del Centre Canadien d’Architecture di Montréal. Un plauso condiviso da numerosi spettatori, anche prima dell’annuncio dell’esito comunicato in diretta dai giurati, gli architetti Nina Bassoli, Franco Raggi, Marco Della Torre e Carles Muro.

Particolarmente seguito il dibattito CIAK IN ITALY. Registi stranieri nel paesaggio italiano , a cura di Barreca & La Varra, con gli architetti Andreas Kipar, Aoi Hasegawa e Nicholas Bewick come ospiti. I Guest Curator di MDFF 2020 hanno dato così un assaggio della loro curatela per l’edizione del 2021 che ospiterà una serie di proiezioni per indagare come “lo sguardo degli altri” racconta il nostro Paese. Degli architetti Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra è possibile rivedere sulla piattaforma, la lecture Paesaggio eclettico, in cui raccontano 4 loro progetti su Milano. Cosi come tutti i talk che rimarranno online disponibili per tutti gli utenti interessati.

Concludiamo con un ringraziamento, vero, a tutte le aziende che hanno sostenuto MDFF in quest’anno difficile per tutti: BertO, Cassina, Flos, Lualdi, minotticucine, Repower, Signature Kitchen Suite, UpTown Milano. E il service partner videomobile. Un sostegno che va soprattutto alla diffusione della cultura del design.

Con orgoglio ricordiamo che MDFF ha il patrocinio di: MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comune di Milano, Politecnico Milano, USI Università della Svizzera Italiana, Salone del Mobile. Milano, ADI Associazione per il Disegno Industriale, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano.