Natura naturans

La sfida di Formafantasma

I designer Andrea Trimarchi e Simone Farresin, tornati in Italia dopo il successo internazionale, raccontano l’uomo e la natura al Milano Design Film Festival.

di Giulia Ossola

Li abbiamo visti documentarsi sulla cultura della lava nei paesaggi vulcanici dell’Etna e di Stromboli, sporcandosi le mani con la cenere per dare forma alla collezione di oggetti De Natura Fossilium, in materiale lavico roccioso e cristallo levigato. Hanno approfondito il tema del riciclaggio dei rifiuti elettronici, dai cellulari ai pc dismessi, dando vita alla mostra Ore Streams. E riprogettato completamente il loro sito web, allo scopo di ridurre al minimo il consumo energetico e le emissioni di CO2. Più di recente, li abbiamo visti riflettere sui meccanismi, la storia e gli impatti della filiera del legno con la mostra Cambio (fino al 24 ottobre 2021 al Centro Pecci di Prato). Protagonisti indiscussi del design contemporaneo, il duo italiano formato da Andrea Trimarchi e Simone Farresin, noti come Studio Formafantasma, saranno i curatori della sezione Bloom della prossima edizione, la nona, del Milano Design Film Festival, dal 21 al 24 ottobre prossimo, dedicata al rapporto tra uomo e natura, con la rassegna video da loro intitolata I, You and It: Stories of entanglement between species. Sono stati scelti per il loro approccio multidisciplinare e fortemente ecologico, oltre che per i loro studi sull’origine dei materiali, su come questi vengono lavorati e distribuiti, allo scopo di far progredire quella disciplina olistica che racchiudono sotto il nome di design. In cui il processo vale più del risultato: «I film che abbiamo scelto sono tutti molto diversi tra loro, ma crediamo ci possano aiutare a navigare le acque profonde e inesplorate del tempo in cui viviamo. Non riveliamo ancora tutti i titoli, ma nella selezione per Bloom tra gli altri abbiamo incluso il ritratto magico di una delle nostre maestre, la dottoressa Donna Haraway, fatto da Fabrizio Terranova in Story telling for Earthly Survival». Il film ci accompagna con tatto e ironia attraverso la vita, le idee e la personalità dell’autrice del saggio Manifesto Cyborg. Il video Cambio, invece, parte dall’emersione delle piante dalle acque primordiali e dalla creazione dell’atmosfera, fino ai movimenti ecologici contemporanei. E ricostruisce l’interazione complessa tra uomini e alberi, evidenziando come l’evoluzione dei primi sia strettamente connessa al mondo arboreo: «Si vedranno poi alcuni video che i nostri studenti di Geo-Design hanno sviluppato con gli autori olandesi Metahaven: esperimenti brevi, dove lo strumento filmico viene indagato come sistema di rilevamento sensuale dell’ambiente. Più che lavori finiti vanno considerati esercizi di osservazione della realtà, inevitabilmente mediata da sistemi di rilevazione non solo sensoriale, ma anche tecnologica», ci raccontano Andrea e Simone. Siciliano il primo, veneto il secondo, i Formafantasma studiano all’Istituto di Design ISIA di Firenze e dopo un diploma alla Design Academy di Eindhoven, si trasferiscono stabilmente ad Amsterdam: qui nel 2009 fondano il loro studio. Dopo anni all’estero ora tornano in Italia, aprendo uno studio a Milano e una sede a Rotterdam: «Eravamo stanchi di abitare in Olanda e ci mancavano alcuni aspetti dell’Italia. Su tutti il clima. Dopotutto siamo esseri umani e la nostra felicità a volte dipende da aspetti sensoriali come il calore e la luminosità del sole o il profumo del gelsomino in primavera», dicono.
Conosciuti in ambito internazionale, vincitori di innumerevoli riconoscimenti, l’ultimo dei quali il Wallpaper* Awards 2021 Designers of the Year, i Formafantasma sostengono che quello attuale sia un momento eccezionale, perché la crisi climatica ci sta spingendo a ripensare i parametri secondo i quali abitiamo il Pianeta: «Non ci sono alternative al pensiero ecologico, che ci costringe a rivedere molti aspetti della modernità. I conservatori vedono la crisi climatica come un limite, una frustrazione dell’individuo. Il pensiero ecologico all’opposto ci spinge a ragionare come collettività, non solo fatta di umani, ma anche di post umani e di non umani», spiegano. Va in questa direzione la scelta del loro sito web, studiato limitandone al massimo l’impatto ambientale, e già case study internazionale per lo sguardo sul consumo di energia causato dalla navigazione in rete e per la proposta di possibili soluzioni: «A causa della crisi climatica vanno fatte scelte più consapevoli e, come nel caso del nostro sito, non sottovalutando l’impatto dell’infrastruttura di Internet. Non abbiamo rinunciato ad avere un sito o immagini descrittive dei nostri lavori, ma abbiamo capito come progettare uno spazio virtuale più efficiente e anche appagante a livello estetico», spiegano.
Più volte nelle loro ricerche hanno sottolineato come oggi sia fondamentale pensare al tema dell’interconnessione tra le specie sul Pianeta, proprio in quanto opera di tutti i viventi. Dal 2020 i due sono alla guida del corso di laurea magistrale Geo-Design alla Design Academy di Eindhoven: «L’idea è quella di guardare alla disciplina del design in tutte le sue relazioni e possibilità, ma anche problematiche. Ogni volta che disegniamo e produciamo un oggetto spostiamo letteralmente pezzi di Pianeta da un luogo a un altro sotto forma di minerali, legno, prodotti semi-finiti. Con Geo-Design lo sforzo è quello di comprendere la macro scala che il design molto spesso ignora. L’auspicio è che attraverso questo percorso la disciplina del design si possa emancipare dai propri limiti», sottolineano. E se questo sarà uno dei temi caldi, quando si parla di design del futuro si sente spesso dire che sarà l’incontro tra alto artigianato, materiali sostenibili e tecnologia: «Un materiale non è nulla se in qualche modo non lo si va a interpretare. I materiali sono tutti inermi, pieni di possibilità e di insidie. L’applicazione è quello che fa la differenza. Il design del futuro, e ci auguriamo quello del presente, non si limiterà ad accettare le commissioni, ma anche a metterle in discussione, si occuperà in modo più ampio di progettazione, anche oltre al prodotto, e vedrà i designer operare sia in modo indipendente che in relazione a una committenza», affermano Andrea e Simone. E se è vero quel detto che recita: “meno si pensa e più si consuma”, è anche giusto rendersi conto che, nella frenesia dell’everything at once, c’è ancora chi ha quel potere straordinario di far riflettere. Siamo certi che la forza e l’eleganza dei Formafantasma stiano proprio nel possedere questo potere.