Rebel Riders

Scooterismi estremi

Sono fanatici delle due ruote, ma solo della iconica Vespa Piaggio. Recuperano telai, corna di bufalo, tronchi di albero e assemblano tutto per creare la loro versione “Extreme” su misura. Un libro ne racconta le storia.

di Valentina Ardia  foto di Muhammad Fadli

Sembrano sbucare all’improvviso da una duna, sgommando, come nel film di Mad Max. Sono loro i “guerrieri” d’Oriente, sono i Rebel Riders: padroni indiscussi delle polverose strade dell’Indonesia e protagonisti anche dell’omonimo progetto fotografico di Muhammad Fadli. Vagano per il Paese a cavallo di strane Vespa, praticamente irriconoscibili, costruite su misura, che mettono insieme fino a 20 pneumatici attaccati a economici telai in acciaio fai da te. Alcuni sono decorati con uno scheletro di bufalo, bambù, spazzatura o qualsiasi cosa che i proprietari potrebbero raschiare lungo la strada. Una volta assemblato il tutto ecco che la “moto Frankenstein” prende vita. La comunità indonesiana chiama questi scooter “Vespa sampah” (Vespa spazzatura) o “Vespa gembel” (Vespa sconclusionata), ma i proprietari di queste moto le chiamano semplicemente “Vespa extreme”. L’iconica due ruote di casa Piaggio, infatti, occupa un posto speciale nel cuore degli indonesiani. Le prime versioni arrivarono negli Anni 60, quando la missione indonesiana di mantenimento della pace in Africa tornò in patria e fu premiata dal governo con le Vespa. L’amore, però, per questo scooter è andato ben oltre e ad alcuni ha dato alla testa… tanto che ne sono nati esemplari unici, frutto di ossessioni meccaniche e artistiche che l’obiettivo del fotografo indonesiano Fadli ha catturato in una galleria di ritratti davvero sui generis, raccolti nel libro Rebel Riders (pubblicato da dienacht Publishing) che include anche gli sticker originali dell’Extreme Vespa Community. Non è chiaro quante “Vespa estreme” siano state modificate, ma sono migliaia e si possono trovare in tutto l’arcipelago indonesiano. La maggior parte di loro utilizzano motori della fine degli Anni 80 o primi Anni 90, molto più potenti, per dar gas alla propria libertà.