Ritagli urbani

Quei piccoli spazi da trattare con cura

La città, la casa, l’abitare. Ogni numero un guest writer ci suggerisce una riflessione. A illustrarla, un film del Milano Design Film Festival.

di Gianandrea Barreca*

Quando vai di fretta e hai poco tempo non metti mai a posto la casa, accatasti cose in maniera disordinata e spesso casuale. Poi, quanto ti decidi a fare ordine, ti accorgi di angoli e piccoli spazi che non avevi più in memoria e avevi abbandonato, di cui avevi perso, per così dire, la disponibilità. A grande scala, penso che anche lo spazio pubblico della città funzioni un po’ così. Ogni città, come ogni casa, ha le sue grandi stanze, come le piazze, i parchi e i giardini e poi – sempre come una casa – una serie di spazi più minuti, come la nicchia dietro la porta del bagno, il ripostiglio sopra il disimpegno e l’angolo delle scope: spazi dei quali ti disinteressi quasi sempre nella fretta e nelle poche ore in cui non sei altrove, e che, piuttosto che riordinarli, ti fai andare bene così, nascondendoli agli ospiti: basta chiudere qualche anta e il gioco è fatto. Milano non è mai stata un campione nella qualità dello spazio pubblico. Ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma il suo spazio pubblico vive ancora di luci e ombre. Per proseguire la nostra similitudine: abbiamo alcune bellissime “stanze” curate, presentabili e pronte ad accogliere gli ospiti, ma al tempo stesso moltissimi disimpegni, ripostigli, angoli delle scope e nicchie tutt’altro che invidiabili. Piccoli spazi da trattare con cura è un progetto che sviluppai diversi anni fa, con Gruppo A12, che si riprometteva di far emergere con piccoli interventi “riparatori” tutti quegli spazi dimenticati, in attesa che qualcuno o qualcosa li riscattasse e li rendesse di nuovo partecipi, insieme alle grandi stanze, del rinnovamento urbano al quale la città sta da tempo lavorando. Uscendo in questi giorni a fare la spesa, in una città e in uno spazio pubblico sospeso tra desolazione e diffidenza, nel silenzio e nella liberazione dalle auto, ho guardato e riguardato quanti piccoli spazi ci sarebbero, meritevoli di essere riscattati e trattati con cura, da restituire alla città e ai cittadini. In una città in cui il distanziamento sociale da una parte, e la voglia di socialità dall’altra, dovranno convivere e fare i conti con la sua ristretta forma e dimensione fisica, questi spazi potranno essere, come quelli riscoperti nelle nostre case, piacevoli sorprese, piccole esplosioni spaziali dove spendere qualche ora del nostro tempo. Se non dimenticheremo e saremo perseveranti, questi spazi potrebbero divenire elementi di una qualità diffusa, e chissà che a epidemia estinta non ci si accorga, come per i nostri piccoli angoli domestici riscoperti, quanto siano in fondo importanti, e non ci si voglia più rinunciare.

*Gianandrea Barreca, dello studio di architettura di rilievo nazionale e internazionale Barreca & La Varra, è guest curator insieme a Giovanni La Varra della prossima edizione MDFF 2021.