Viaggi spaziali

Il turismo va in orbita

Vacanze su Marte, passeggiate lunari…
Tutto quello che c’è da sapere sui nuovi soggiorni ai confini dell’Universo.

di  Marco Cisini
 illustrazioni di  Federico Epis

Vacanze su Marte? Non sono più un tabù! Per scegliere la data di partenza, però, bisognerà attendere che la Terra e Marte si trovino più vicini possibile. In quel momento saranno sufficienti solo 3 mesi di viaggio per raggiungere il Pianeta Rosso. Ma attenzione, occorrono almeno due anni prima che i due pianeti tornino nella stessa posizione… Non è la trama di un film di fantascienza, ma un programma di espansione turistica verso lo spazio, per cui potremo orbitare intorno alla Terra o alla Luna, oppure trascorrere un weekend soggiornando in fondo al mare. Le aziende che operano nel mercato del turismo spaziale esistono già da molti anni (benché alcune siano fallite). Tra queste la Space Adventures è una delle più solide, in quanto vanta al suo attivo già 8 clienti che hanno beneficiato dei suoi servizi: circumnavigare la Luna, trascorrere con astronauti professionisti 10 giorni nella Stazione Spaziale Internazionale (SSI) o per gli amanti delle attività all’aria aperta (si fa per dire) una vera passeggiata nello spazio. L’offerta è varia, ma se si opta per il soggiorno nella Stazione Spaziale Internazionale bisogna sapere che è l’unico avamposto nello spazio presidiato in maniera permanente e che viaggia a una velocità di 17 500 miglia orarie e si trova a 250 miglia sopra la superficie terrestre. Saranno ben 16 le albe e i tramonti che si possono ammirare ogni giorno dalla stazione SSI. Da qui per il giro intorno alla Luna occorrono altri 6 giorni di viaggio e in entrambe le proposte è possibile aggiungere la “passeggiata nello Spazio”. Niente a che vedere con la celebre moon walk di Michael Jackson, ma certamente per gli impallinati di 2001: Odissea nello spazio, Interstellar, Star Trek, etc… o per coloro che si vergognano di essere stati estimatori di Spazio 1999, questa è un’esperienza extra da valutare con attenzione. Tutti i programmi sono comunque raccomandati da un astronauta che non ha bisogno di presentazioni: Buzz Aldrin, un antesignano del turismo spaziale, essendo stato il secondo uomo a mettere piede sulla Luna. Virgin Galactic, invece, azienda che appartiene al visionario Richard Branson, oltre ad ambire alla conquista di qualche fetta di questo nuovo mercato, si prefigge di “democratizzare lo spazio”, filosofia che prevede programmi alla portata di molti e che coinvolge nello sviluppo tecnologico un ampio numero di aziende di tutto il mondo. Grazie allo “VSS Unity”, un aereo supersonico capace di portare 6 persone alla volta nello spazio e di farti provare la sensazione di “fluttuare” nell’abitacolo in assenza di gravità, si candida per i prossimi anni a essere un vero e proprio punto di riferimento. In questo elenco, Elon Musk (proprietario di Tesla) con la sua Space X e Jeff Bezos (proprietario di Amazon) con Blue Origin, non potevano mancare, il primo dopo aver lanciato una macchina Tesla come ambasciatrice dell’umanità nello spazio, sta sviluppando un razzo che permetterà viaggi sulla Luna e su Marte, trasportando un numero elevato di passeggeri; mentre il creatore di Amazon, Bezos, sta lavorando con la Nasa, per progettare una stazione lunare che permetterà a una colonia stabile di esseri umani di vivere in maniera permanente sul satellite. Inevitabile chiedersi se anche questa colonia di pionieri potrà beneficiare della consegna di Amazon Prime… E gli abissi marini? Al momento appaiono più lontani della Luna. Per ora si progettano enormi città galleggianti, ben oltre le navi da crociera, e nuove formule di hotel galleggianti, ma al momento questi progetti sono solo idee.. forse eccessivamente “profonde”.

Allenamenti spaziali
Come veri astronauti, per intraprendere un viaggio in orbita occorrono prove e test ad alto tasso adrenalinico. Solo dopo averli superati il protocolo di viaggio va avanti.
Step 1: la Neutral Buoyancy, una piscina nella quale è possibile simulare la “passeggiata spaziale”, oltre che “la centrifuga” dove, grazie a uno degli impianti più grandi al mondo, vengono ricreate le condizioni di accelerazione che si provano al decollo e al rientro nell’atmosfera. Ci sono poi diversi simulatori che permettono invece di poter dare adeguati rudimenti tecnici in caso di emergenze. Il costo di questo percorso di preparazione è abbastanza contenuto, si parla di poche migliaia di dollari, però è chiaro che vi si potrà accedere solo dopo aver pagato l’intero costo del biglietto per le stelle. La preparazione è soprattutto finalizzata affinché il “viaggiatore” possa mentalmente e fisicamente far fronte alle difficoltà con cui dovrà confrontarsi. Una delle sensazioni che proverà una volta nello spazio, sarà il “profondo disorientamento” dovuto all’assenza totale di punti di riferimento e dall’orbitare intorno alla terra in un ciclo continuo (16 volte al giorno) che creeranno un senso di smarrimento con il quale si dovrà convivere per tutta la durata del soggiorno.
Step 2: la partenza e il ritorno saranno due momenti cruciali del viaggio, e i 9 minuti che sono necessari per poter raggiungere lo spazio dalla Terra, saranno certamente la frazione di tempo che creerà maggiori turbolenze… anche emotive.
Step 3: Prendere sonno quando si è nello spazio comporta l’obbligo di legarsi alla parete per evitare di fluttuare. L’utilizzo della toilette e lavarsi impongono veri e propri training ai quali assoggettarsi doverosamente prima della partenza, diversamene si rischia l’espulsione dalla Stazione Spaziale da parte degli altri compagni di viaggio!

Prezzi astronomici
Inevitabile che il prezzo di un viaggio così esclusivo abbia un importo elevato, ma l’ambizione di tecnici e visionari è che i prezzi calino, una volta che il numero dei viaggi aumenterà. A oggi, soggiornare nel primo hotel orbitante intorno alla Terra, la Stazione Spaziale SSI, costa 35 000 $ al giorno, ai quali dovremo aggiungere il costo del viaggio dalla Terra per andare e tornare che ammonta a “soli” 50 milioni di dollari a persona. Per poter invece combinare il soggiorno in hotel (sempre la Stazione Spaziale ISS) con anche il viaggio intorno alla Luna, dovremo aggiungere una differenza di appena 30 milioni di dollari, sempre a persona, ça va sans dire. Richard Branson con la sua democratizzazione dello spazio, propone, invece, il volo a bordo del suo aereo supersonico alla modica cifra di 250 000 $. Peccato che il volo tra decollo e atterraggio duri poco meno di un’ora ma, mai come in questo caso, il tempo è del tutto relativo!

Business spaziale
Senza dover disturbare Ionesco (drammaturgo e saggista rumeno), che diceva: “Dio è Morto, Marx è morto e pure io non mi sento troppo bene” – anche se la cultura popolare assegna erroneamente questa citazione a Woody Allen – non possiamo non ammettere che chiunque nutra l’ancestrale desiderio di conquista dello spazio lo dovrà fare a caro prezzo. E qui entrano in gioco i capitali di privati illuminati dall’ardore della conquista. Questo anche perché rispetto al passato i Paesi non hanno più le risorse per finanziare queste ricerche per un business turistico.
Donald Trump in un suo recente tweet ha scritto: «Per tutti i soldi che stiamo spendendo, la Nasa non dovrebbe parlare ancora di andare sulla Luna, l’abbiamo fatto 50 anni fa. Dovrebbero concentrarsi sulle cose molto più grandi che stiamo facendo, tra cui la conquista di Marte, gl’investimenti per la Difesa e per la Scienza!». Forse il limite del numero di caratteri messi a disposizione da Twitter a Trump non gli ha permesso di sviluppare bene il concetto d’investimento spaziale. Quello che certamente emerge dal “tweet presidenziale”, è il fatto di non aver compreso la strategia comunicativa della Nasa, che promettendo la Luna a potenziali Luke Skywalker, cerca in realtà di attrarre risorse economiche per proseguire un percorso di ricerca così importante per l’umanità. Tony Gannon, vice-president research & innovation di Space Florida, azienda che si occupa di raccogliere progetti di sviluppo per le missioni spaziali, intervenuto al convegno “Sutus” in cui si è analizzato lo sviluppo del turismo nello spazio, ha evidenziato come decine di aziende private stiano investendo risorse economiche a sostegno di progetti che a molti possono sembrare folli. Ma conquistare lo spazio – aggiunge Gannon – non riguarda solo lo sviluppo del turismo come lo conosciamo oggi; è la migliore assicurazione possibile per poter ambire alla sopravvivenza dell’intera umanità. Tantissime sono le ricadute attive che questi progetti possono avere nella nostra quotidianità: l’approfondimento delle nano tecnologie e della biologia-applicata hanno da tempo permesso interventi chirurgici un tempo impensabili. Lo studio di processi agricoli nello spazio, ha dato vita a ottimizzazioni sulla Terra che ridurrebbero drasticamente i consumi di molte risorse naturali; fino alla sperimentazione di materiali innovativi che vengono testati nello spazio in ambiti come l’architettura e l’ingegneria meccanica.
Mi piace pensare che un viaggio nello spazio possa allargare i nostri confini oltre le barriere che vengono innalzate su questo vecchio pianeta. Non me ne vorrà Buzz Lightyear, il personaggio-giocattolo di Toy Story, se a conclusione di questo articolo, prendo in prestito il suo grido di battaglia “Verso l’infinito e oltre…” Perché sognare la Luna è solo l’inizio del viaggio.