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Emiliano Ponzi, l’illustrazione come un’opera teatrale

Per avere una concreta comprensione del rilievo di Emiliano Ponzi, consigliamo di fare un rapido esercizio: scrivere di getto i nomi di dieci brand, magazine o quotidiani, dopodiché controllare i clienti con cui l’illustratore emiliano classe 1978 ha collaborato nel corso della sua carriera. Con ogni probabilità, i due elenchi coincideranno (parzialmente o completamente). Dal New York Times al Washington Post, da Louis Vuitton ad Apple, passando anche per big italiani come Armani, Barilla, Gucci, Repubblica, Internazionale. In questa lista, però, mancava ancora il Salone del Mobile, quest’anno in versione ibrida pre-estiva dal 7 al 12 giugno. Un’edizione speciale, quella per i 60 anni dell’evento, per cui Emiliano Ponzi ha realizzato i sei manifesti – uno per ogni decade – che danno forma all’immagine della campagna di comunicazione 2022. L’orgoglio e il senso di appartenenza sono quelli che provano gli sportivi che giocano in casa davanti al proprio pubblico. Il pubblico, in questo caso, di una città che ha adottato Ponzi alla fine degli Anni 90 – ha frequentato l’Istituto Europeo di Design (Ied) dal 1997 al 2000 – e che ha forgiato la sua mentalità e la sua vena artistica: «È una bella responsabilità mettere in ognuno di questi manifesti un aspetto diverso di Milano, senza perdere di vista gli aspetti legati al design e all’anniversario. Un’operazione complessa, insomma. Oltretutto, considero Milano il diorama di New York. È adrenalinica, offre talmente tanto che spesso vuoi riempirti di tutte le cose belle che ti dà, ma poi non ci riesci perché è impossibile cavalcare tutte le possibilità», ha spiegato Ponzi, che si è poi soffermato sulla prima illustrazione disegnata per il Salone, ossia un’elegante donna che accarezza un gatto davanti a un quadro della Torre Velasca: «È seduta su una sedia a forma di numero 60, un riferimento che deve sempre essere presente. Volevo disegnare una casa con dei mobili di design che spezzassero un po’ l’occhio, con la difficoltà di non poter inserire oggetti realmente esistenti: il Salone deve essere la casa di tutti i brand, quindi non può preferire un figlio piuttosto che un altro».

locandina salone del mobile 2022

Illustrazione di E. Ponzi

Salone del mobile 2022

Salone del Mobile.Milano

«Abbraccio la confusione, mi faccio invadere dalle idee»

Nei manifesti del Salone – in cui appaiono solo i tre colori principali della fiera, ossia bianco, nero e rosso – si nota subito lo stile di Ponzi: deciso ed essenziale, con il superfluo che viene accantonato per lasciare spazio a immagini evocative, non troppo dettagliate e che costringono l’osservatore a mettere in moto la fantasia. Queste caratteristiche sono dovute a un approccio all’illustrazione non particolarmente convenzionale, e che ricorda il processo creativo di un regista teatrale. «Una mia illustrazione inizia con la confusione. Confusione che abbraccio perché mi faccio invadere da una serie di idee. Una volta che ho messo su carta due o tre spunti convincenti, inizio un vero e proprio lavoro di composizione. Come se davanti avessi un palcoscenico di cui io sono il regista: decido le scene, la luce, i personaggi, gli oggetti»: tutto ciò che serve o meno per dare forma a un’idea, seguendo ovviamente le esigenze dei clienti. Ponzi, che ha anche pubblicato diversi libri illustrati come The journey of the Penguin, è nel complesso una persona pragmatica, che sa alzare l’asticella con equilibrio e intelligenza: «Disegnare è la mia vita», racconta. «Stamattina, per esempio, sono arrivato in studio alle 7 meno un quarto e so che uscirò alle 21. Ma io ragiono da progettista: ci deve essere sempre un progetto che ti accende. La vera sfida è capire in maniera ossessiva come assottigliare la distanza tra ciò che hai in mente e ciò che la mano realizza. E poi cerco di essere coerente con il mio linguaggio e di analizzare bene i contesti in cui mi inserisco». Per Ponzi, abituato da sempre a lavorare in digitale, migliorarsi significa anche non omologarsi e resistere alle (apparentemente) facili tentazioni dovute alla democratizzazione delle professioni creative: «Le varie app hanno portato a una moltiplicazione degli illustratori. Ma quello che noto è un abbassamento medio della qualità». E la “colpa”, secondo l’artista emiliano, è anche dell’immediatezza dei social media, che rischiano di trasmettere agli illustratori in erba un’idea distorta di questo campo: «Fare un’illustrazione direttamente per i social non ti fa diventare un professionista, perché ti orienti in base alle misure di un quadrato o rettangolo visto attraverso uno smartphone. Questo fa compiere una serie di scelte completamente fuori mercato, lontane dalle esigenze di clienti come magazine o fiere. Consiglio sempre ai giovani di non limitarsi all’illustrazione per i social». Ma Ponzi non è critico nei confronti dell’innovazione, anzi: è conscio che l’artista debba essere un moderno artefice del proprio tempo. Infatti, nel febbraio 2022 ha lanciato il progetto May I love you, composto da tre illustrazioni in formato Nft (Non-fungible token) dedicate al bacio in tutte le sue coniugazioni: «Avevo la candidatura pronta dal giugno 2021 ma ho aspettato, perché mi sono messo a studiare questo fenomeno così nuovo e ondeggiante. È un esperimento, ma ne faremo altri. E in fondo, al di là del token e del processo di vendita, la genesi dell’immagine non è cambiata». In contemporanea, l’illustratore Emiliano Ponzi di Reggio Emilia sta coltivando la sua passione per le opere dipinte a mano, con l’obiettivo di inaugurare una mostra. Pittura e Nft: lo yin e lo yang. Due estremi opposti in grado di sfiorarsi grazie all’illustrazione digitale, che rimane al centro della sua opera.

Barilla

Alcuni dei lavori recenti di Emiliano Ponzi, senza dubbio un artista versatile: spazia dall’editoria agli eventi, passando per le illustrazioni pubblicitarie per i brand

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